Il nuovo procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Cafiero De Raho che ha firmato l’incarico in una cerimonia in Cassazione, nell’aula della prima sezione penale. E’ il quinto capo della Dna, da quando è stata istituita nel 1992, e succede a Franco Roberti. “E’ un onore per me prendere la direzione di questo ufficio dopo amico fraterno”, ha detto il neoprocuratore nazionale. “Spero di sperimentare – ha aggiunto – gli stessi modelli che hanno consentito nei territori in cui ho operato di ottenere risultati importanti”. Ha quindi assicurato “una costante collaborazione con la procura generale della Cassazione” della quale la procura nazionale antimafia è un organo. “Il Csm – ha detto – sarà soggetto istituzionale con cui mi confronterò in maniera costante”. In un breve discorso di insediamento, ha chiarito quali saranno i principi sui quali impronterà il suo incarico: “Di fronte a organizzazioni come mafia, ‘ndrangheta, camorra, gruppi pugliesi, e le altre che si vanno affermando sul territorio nazionale, il lavoro non può non essere quello che immaginava Giovanni Falcone: spingere gli uffici a lavorare quasi in maniera congiunta. Le indagini non sono proprietà di una procura, vi è uno Stato che vuole ottenere risultati e deve condividerli e valorizzarli”.

