Pagani. Processo blindato per Enrico Laierno. Una soffiata: “Può scappare”

0
565

«Pericolo di fuga per Enrico Laierno». E il tribunale di Nocera Inferiore viene blindato. E’ la soffiata giunta ai carabinieri sull’uomo che nel novembre 2014 tentò l’assalto ad un portavalori diretto alla banca in Corso Ettore Padovano, a Pagani. La notizia è giunta ai militari un paio di settimane fa, qualche giorno prima di una delle udienze valide per il processo attualmente in corso nell’aula collegiale nocerina. La voce ha portato ad uno spiegamento di forze dell’ordine non indifferente, che ha sorpreso anche avvocati e dipendenti del palazzo di giustizia. Poco prima del suo ingresso in aula, gli agenti hanno controllato ogni angolo del percorso compiuto dal 52enne. Partita l’udienza, sia all’interno che all’esterno del tribunale sono stati posizionati almeno 15 esponenti delle forze dell’ordine, divisi tra carabinieri, polizia di stato e penitenziaria. Alcuni militari erano in possesso anche di armi pesanti, differenti da quelle utilizzate tradizionalmente. Non è escluso che la voce raccolta su Laierno possa essere il frutto di una bravata. Tuttavia, le ultime due udienze così come le future, registreranno una presenza nutrita di forze dell’ordine. Quest’ultime, per motivi di sicurezza, permettono già da tempo al pubblico di accedere in aula solo quando il detenuto viene rinchiuso nella cella di vetro, ubicata nell’aula collegiale. Che esista un ipotetico pericolo di fuga è circostanza inserita anche nella scheda di Laierno. Un documento valido per ogni detenuto che si sposta in tribunale per un processo. Il 52enne si consegnò spontaneamente ai carabinieri nel gennaio 2015, dopo due mesi di latitanza. Il processo è ad una fase cruciale, con una battaglia tra l’Antimafia e la difesa che dibattono sulle immagini e i video che incastrarono l’uomo quel giorno di novembre. L’accusa è di tentato omicidio. La rapina non riuscì per la risposta di fuoco delle guardie giurate.