di Giorgia Valentini
A Nocera Inferiore arriva il momento della verità per la scuola primaria di Cicalesi: demolita ma, questa volta, per rinascere. La giunta comunale ha approvato, con delibera numero 291 del 12 settembre, la candidatura al bando del Ministero dell’Interno per ottenere un finanziamento da 5 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza degli edifici pubblici.
Non si tratta semplicemente di un lifting ma è un’operazione radicale, con una demolizione in situ e una riedificazione integrale; in altre parole si parte da capo, non per capriccio politico, ma per necessità strutturale. Perché certi edifici, se non si possono salvare, vanno rifatti. Punto. Quella della scuola di Cicalesi non è una storia di degrado e abbandono, ma una scelta strategica: il Comune ha finalmente deciso di non accontentarsi di toppe, né di rattoppi all’ultimo minuto. L’edificio attuale, vetusto e fuori norma, sarà sostituito da uno nuovo, funzionale, sicuro ed energeticamente efficiente, in linea con le linee guida dell’edilizia scolastica del XXI secolo.
Ma attenzione: non è ancora una certezza. La delibera approvata in giunta è solo la prima mossa, ora toccherà alla burocrazia statale fare il suo corso. Il progetto, guidato dal dirigente ai lavori pubblici ingegnere Mario Ferrante (nominato anche Responsabile Unico del Procedimento), dovrà passare il vaglio ministeriale e ottenere i fondi richiesti, e la scadenza è imminente: 15 settembre 2025. Un click fuori tempo, e addio milioni.
Perché è importante? Perché qui non si parla solo di muri e mattoni, si parla di bambini, famiglie ed insegnanti; di un’intera comunità che ha diritto a spazi scolastici dignitosi. Questa Non è retorica ma è una questione di civiltà, perché una scuola sicura non è un privilegio è la base, e se per ottenerla servono le ruspe, ben vengano.
Il costo dell’opera è pari esattamente al tetto massimo consentito dal bando: 5 milioni di euro, segno che l’amministrazione si è giocata tutto il possibile. Il progetto è già inserito nel Documento Unico di Programmazione e nel piano triennale delle Opere Pubbliche, insomma, non è fumo negli occhi: è nero su bianco.
Ora si aspetta il sì da Roma, ma una cosa è certa: con questa delibera, la politica locale ha finalmente alzato l’asticella, ha smesso di “gestire l’esistente” e ha cominciato a progettare il futuro. In un Paese dove si parla tanto di scuola e si fa poco, Nocera Inferiore, almeno questa volta, ci prova davvero. Vedremo se sarà premiata o se il solito treno passerà… senza fermarsi.

