Mercati energetici in flessione, stoccaggi pieni e domanda ridotta spingono al ribasso le quotazioni europee
Il prezzo del gas naturale continua a scendere sui mercati europei. Alla riapertura delle contrattazioni, i futures TTF – il punto di riferimento per il mercato continentale – hanno aperto in calo di circa il 2%, attestandosi intorno ai 32 euro al megawattora (€/MWh). Si tratta di un nuovo minimo relativo, che conferma la tendenza ribassista registrata nelle ultime settimane.
Il progressivo calo è legato a una combinazione di fattori: la riduzione della domanda dovuta alle temperature ancora miti, la stabilità delle forniture e il livello elevato degli stoccaggi europei, che restano oltre l’80% della capacità totale. Tutto questo ha contribuito ad allentare le tensioni sui mercati energetici dopo mesi di oscillazioni e picchi dovuti alle incertezze geopolitiche.
In Italia, secondo i dati più recenti, l’indice PSV (Punto di Scambio Virtuale) si mantiene intorno a 0,36 euro per standard metro cubo, in lieve crescita rispetto ai giorni precedenti ma comunque su valori contenuti. Gli operatori sottolineano che il differenziale tra i mercati italiano ed europeo rimane sotto controllo, un segnale di stabilità per i prossimi mesi.
Il calo dei prezzi del gas è anche il risultato di una fase di riequilibrio tra domanda e offerta a livello internazionale. Con gli stoccaggi pieni e la domanda industriale più debole rispetto agli anni pre-crisi, gli operatori stanno riducendo gli acquisti spot. Anche il clima più disteso sul fronte geopolitico e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in particolare grazie al GNL proveniente da Stati Uniti, Qatar e Africa, stanno contribuendo a mantenere i prezzi sotto controllo.
Per famiglie e imprese italiane, un gas più economico significa bollette potenzialmente meno care nei prossimi mesi, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione invernale. Tuttavia, gli esperti invitano alla cautela: il mercato resta sensibile alle condizioni meteo e alle dinamiche globali dell’energia, che potrebbero invertire la tendenza qualora la domanda aumentasse bruscamente o si verificassero nuove tensioni geopolitiche.
Nonostante queste incognite, il trend resta positivo: dopo oltre due anni di volatilità, l’Europa sembra avvicinarsi a una fase di stabilità energetica, con prezzi che, almeno per ora, tornano su livelli considerati sostenibili.

