Chi lo avrebbe detto che dopo la sua morte avvenuta il 17 febbraio nel carcere di Parma nel 2021, si sarebbe ancora investito su un film o una serie tv sulla vita di Raffaele Cutolo, il boss della nuova camorra organizzata.
L’annuncio viene dalla casa di produzione cinematografica Andrea da Iervolino e Lady Bacardi Entertainment (“ILBE”) con Elisir 27 S.r.l., nuova società di produzione cinematografica ed audiovisiva di Elide Melli.
La decisione di dare il via al progetto su Cutolo segue l’acquisto, da parte della produzione, dei diritti sulla vita del boss direttamente dagli eredi, ovvero dalla moglie Immacolata Iacone.
Dopo anni si metterà a disposizione importante materiale inedito sulla vita del boss, condannato a quattro ergastoli, che è rimasto in carcere 58 anni fino alla sua morte e non si è mai pentito”.
ILBE aderirà al progetto entrando in produzione associata al 50% con Elisir dopo l’accordo preliminare di cui è stata data notizia.
Toccherà al giudice Giancarlo De Cataldo della Corte D’Assise a Roma, scrivere la serie tv e un lungometraggio basato sulla vita del “Professore di Vesuviano”, fondatore della Nuova Camorra. Nel gruppo di lavoro di De Cataldo per la sceneggiatura ci saranno Domenico Rafele, Nicola Ravera Rafele e Gianluigi Esposito.
De Cataldo da anni coltiva la sua passione per la scrittura, diventando autore di libri molto noti, nonché sceneggiatore televisivo e autore di opere teatrali, privilegiando il genere giallo e crime.
Tra le sue opere più significative spicca il libro “Romanzo Criminale”, dal quale è stato tratto il famoso film omonimo diretto da Michele Placido e la successiva trasposizione televisiva seriale, diretta da Stefano Sollima.
Con quest’ultimo ha scritto soggetto e sceneggiatura del film Suburra, collaborando anche alla serie tv, costola del film, diretta da Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi.
Per il cinema ha collaborato alla sceneggiatura del pluripremiato film di Mario Martone “Noi credevamo” e al film diretto da Claudio Amendola “Il permesso – 48 ore fuori”.
Non è stato ancora rivelato chi possa interpretare il ruolo di Don Raffaele, né si conoscono i componenti del cast, né tantomeno quando e dove inizieranno le riprese e come si concentreranno sulle iniziali attività criminali del boss di Ottaviano o se come nei più classici legal-movie, verranno narrati i processi o si concentreranno sui giorni della sua detenzione.
Certamente di un personaggio come Cutolo si potrebbe narrare e raccontare tanto.
Certo che il boss, interpretato da Ben Gazzarra nel film Il camorrista, segnò nel 1986 il debutto alla regia di Giuseppe Tornatore.
Al di là delle verità e leggende che riguardano Cutolo, oltre il libro-inchiesta su di lui di Joe Marrazzo, c’è da ricordare anche la raccolta di “Poesie dal carcere”, che dopo 39 anni di distanza dal libro che Raffaele Cutolo, tentò di pubblicare ma che fu bloccato dalla magistratura.
Poesie scritte da Cutolo in cella e inviate a casa, erano state custodite negli anni dalla moglie Immacolata Iacone, a curarne la scelta e nel selezionare le poesie è toccato a Gianluigi Esposito, che sottolinea “grazie solo all’amore di una donna, sua moglie Immacolata, detta Tina, è stata possibile la conversione spirituale di Raffaele Cutolo”.
Queste poesie raccontano la vita e la solitudine di un uomo che non ha mai voluto sconti di pena, che ha detto «il crimine non paga» e ha deciso di mettere al mondo, con sua moglie Immacolata Iacone, una figlia che oggi è la loro unica ragione di vita.
Esposito avrà ancora un ruolo in questo progetto del docu-film/ serie tv, a lui toccherà ancora una volta selezionare tutto il materiale del professore di Vesuviano, che andrà ad essere inserito nella pellicola, vestiti, lettere, aneddoti, foto e testimonianze di tutta la sua vita di Cutolo.
E’ morto in carcere, malato da tempo. Nessuna concessione gli avevano dato per evitare che si alimentasse un mito.
L’iniziativa non trova i consensi di tutti, esiste la preoccupazione che questo film come del resto chi teme una spettacolarizzazione in stile Gomorra di avvenimenti reali, che potrebbe far nascere fenomeni pericolosi di emulazione e contribuisca a rafforzare il personaggio della criminalità organizzata nell’immaginario pubblico. A prendere parte alla pellicola americana potrebbe essere Johnny Depp.

