Avrebbero provato a monopolizzare il trasporto su gomma per i prodotti ortofrutticoli. E lo avrebbero fatto con l’intento di favorire il clan Fezza-D’Auria Petrosino di Pagani, impegnato proprio in quel settore con alcune ditte specifiche. Loro sono Alfonso Cascella e Costantino Pagano, di 35 e 48 anni. I due compariranno il prossimo 23 settembre davanti al secondo collegio del tribunale di Nocera Inferiore, con le accuse di illecita concorrenza e usura. Il tutto aggravato dall’articolo 7.
I fatti vengono inquadrati tra il 2009 e il 2010. Nel primo, Cascella e Pagano – in concorso con altri – si sarebbero mossi nell’interesse della “Paganese Trasporti” e della “Lion’s Group Agency”. Sullo sfondo, il trasporto di prodotti ortofrutticoli verso i mercati calabresi e siciliani.
Le vittime sarebbero risultate essere due commercianti, costretti a servirsi dei vettori controllati dalle due società, a danno di altre ditte impegnate nel settore. E questo, «a prescindere dall’efficienza e puntualità del servizio reso e al prezzo praticato».
L’Antimafia contesta ai due anche il 416 bis, in virtù di un vantaggio recato al clan guidato dal boss Antonio Petrosino D’Auria. Pagano invece, stando alle indagini condotte dal pm Vincenzo Montemurro, si sarebbe mosso a nome del clan dei Casalesi.
Nel secondo caso invece, vi è l’accusa di usura per il solo Cascella. Anche stavolta, le vittime erano due imprenditori, costretti a pagare somme di denaro, titoli cambiari ed assegni, in ragione di alcuni prestiti ottenuti precedentemente. I due (marito e moglie) sarebbero stati minacciati e sottoposti ad uno stato di “coartazione psicologica”, in ragione del “contesto camorristico” nel quale si sarebbero ritrovati. Anche in questo caso, Cascella, insieme ad altri soggetti ritenuti affiliati al clan Fezza, si sarebbe attivato con l’aggravante del 416 bis (l’associazione di stampo mafioso).
La citazione a giudizio dei due rappresenta uno stralcio dell’inchiesta “Criniera”, che puntò la sua attenzione sull’egemonia che il clan di Pagani stava raggiungendo nel settore ortofrutticolo, eliminando ogni forma di concorrenza, attraverso minacce e intimidazioni di ogni tipo.

