Concorso infermieri Ruggi, la nota del Segretario della CISL FP di Salerno Pietro Antonacchio

Riceviamo e pubblichiamo nota stampa del Segretario della CISL FP di Salerno Pietro Antonacchio sulla Preselezioni concorso Azienda Ospedaliero Universitaria di Salerno, affermando che: “LA DOVE L’IDIOZIA IMPERA LA RAGIONE INESORABILMENTE MUORE”.

Ecco la nota

“Bene, anzi male. Siamo alla fine della sagra dell’idiozia poiché è in dirittura d’arrivo la preselezione in preparazione al concorso per 160 posti di infermieri che prenderà l’avvio il 2 novembre, giornata in cui si santificano i morti, a sugellare la constatazione che, nell’ente salernitano, la ragione come il diritto sono inesorabilmente morti.

Il voler fare qualcosa di così importante mentre niente o poco si fa per contrastare l’epidemia in atto, mostra una sfacciataggine e una scelleratezza, prerogativa dei pazzi e degli ignavi.

Non si riesce a comprendere l’ostinazione con cui si persegue l’intendimento di creare un percorso che formalmente e sostanzialmente è privo di responsabilità amministrativa, nonché di buon senso poiché con oltre 30.000 contagi al giorno, nessuno ha il coraggio di bloccare una preselezione che potrebbe produrre effetti estensivi di focolai infettivi, in quanto circa 10.000 persone da tutto il paese si concentreranno in 4 giorni nella città di Napoli.

Nonostante che il Ministero della Funzione Pubblica ‍ ha vietato agli organi del Ministero della Pubblica Istruzione‍‍di di poter fare prove suppletive per i concorsi in essere poiché è contro l’uguaglianza e le pari opportunità degli interessati e dà spazio, a chi non ha potuto partecipare in prima battuta, di riprovarci in altra seduta e potersi preparare alla prova in più tempo e quindi meglio.

Ovviamente sempre se la quarantena non si ripresenti. Numerosi sono i difetti burocratici ed amministrativi a partire anche dalle difficoltà che i canditati hanno avuto per accedere alla banca dati dei test.

I contagi aumentano, i morti aumentano, i posti letto disponibili diminuiscono, si chiudono rianimazioni come a Cava per sopperire alle fatiche degli operatori, molti dei quali non hanno potuto fare ferie per studiare e che anzi hanno dovuto espletare turni estenuanti da 12 ore in reparti Covid con tute da imbianchini, quindi forse non propriamente identificabili come dispositivi di protezione individuale, per dare un apporto prezioso alla rianimazione del COVID HOSPITAL del Da Procida.

E questo per tutti i giorni e fino al giorno prima della prova. E in questa condizione si blocca per una settimana la macchina amministrativa, per una prova che all’indomani della pubblicazione della graduatoria, vedrà migliaia di ricorsi, a parere tutti fondati poiché non vi è stata una procedura lineare e che ha visto in corso d’opera arrampicarsi l’azienda a mettere pezze, autodichiarazione inclusa.

Il tutto per avere una graduatoria che sarà utilizzata, se sarà concluso l’iter, a pandemia finita, per poi assistere al verificarsi, sul modello di Napoli, che usciranno dalla filiera lavoratori con contratto a tempo determinato e ai quali non è stata data alcuna chance, nemmeno di evitare la preselezione, sostituiti con vincitori ed idonei, avendo quest’ultimi acquisito giustamente il diritto.

Allora Bisogna prendere atto che quanto fatto dal manager Verdoliva all’ASL Napoli 1, che ha visto decine di lavoratori salernitani non avere prorogati i contratti, aveva l’avallo del nostro presidente De Luca e buona notte al secchio. Mi auguro che qualora il concorso venga annullato, anche perché non rispetta norme primarie di legge come quelle relative alla riserva dei posti per le categorie protette, oppure invalidate le prove per illegittimità manifeste e per la qualcosa si stanno buttando circa 50.000 euro – quasi 100 milioni delle vecchie lire – gli artefici abbiano il coraggio di dimettersi per marcato senso di irresponsabilità amministrativa.

Ci vuole buon senso nelle cose, la vita non è un autocertificazione.  SALVIS JURIBUS!”

Pietro Antonacchio Segretario Generale