Al via la riforma per il reclutamento dei docenti che entra in una nuova fase con l’approvazione della Legge 5 giugno 2025 n. 79, che introduce gli elenchi regionali, uno strumento destinato in futuro molto vicino a rivoluzionare l’accesso alla carriera scolastica e a porre fine ai selezionifici che per anni hanno tarpato r bloccato il percorso dei precari della scuola.
Secondo l’onorevole Pittone responsabile scuola della Lega il nuovo decreto legge consente finalmente gli “elenchi regionali” dei docenti, uno strumento che rappresenta la prima apertura dell’Unione Europea a forme di reclutamento “strutturali” che non prevedano ulteriori prove selettive, un passo avanti atteso da anni e che può cambiare il modo in cui si entra nella scuola pubblica italiana.
Un percorso che cancella il principio arbitrario di “selezionificio” che per anni non ha garantito l’ingresso stabile nel sistema scolastico, ma solo anni di precariato e continui passaggi da una procedura all’altra.
Un percorso nel quale ci ha guadagnato soltanto chi ha gestito tale meccanismo; mentre a subirlo sono stati i docenti precari, costretti a vivere in una condizione di incertezza professionale permanente.
Rispetto al passato gli elenchi Regionali non hanno scadenza e gli idonei potranno concorrere ai posti disponibili tutte le volte che vugliono fino al ruolo, senza doversi sottoporre a ulteriori prove concorsuali.
Il sistema degli elenchi regionali sarà operativo a partire dall’anno scolastico 2026/2027, mentre lo spazio temporale fino ad allora servirà a definire le modalità di funzionamento e l’adeguamento delle procedure amministrative.
In definitiva con gli elenchi regionali nessuna categoria dovrà restare esclusa dalla possibilità di puntare al ruolo.

