Positano, domani l’appuntamento con Rabarama, da non perdere

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Rabarama incontrerà il pubblico venerdì nel corso di un aperitivo artistico, ospite del “Piccolo Sant’Andrea Suite Hotel” a Praiano, alle ore 18, in un evento organizzato in collaborazione con la “Italian Fine Art Gallery” di Positano, esclusivista della famosa scultrice e pittrice.  Sarà un’occasione inedita e unica per esplorare con Rabarama il messaggio artistico delle sue sculture e pitture, seguiremo il consiglio di Annamaria Barbato Ricci, nostra amica e collega, responsabile dell’ufficio stampa dell’artista, si tratta di un evento da non perdere. Rabarama (al secolo Paola Epifani) ha conquistato un vasto pubblico, che ne apprezza le straordinarie opere, molte delle quali esposte in musei e in luoghi istituzionali o presenti nelle maggiori collezioni private. Figlia d’arte, fin da piccola mostra un talento innato per la scultura. Dal 1990 vive e lavora a Padova, dove collabora con le Vecchiato Galleria opere d’arte ed organizza periodicamente esposizioni di opere inedite con performance multimediali, set di bodypainting e musica d’avanguardia. Il 1995 è forse l’anno più importante per la giovane scultrice, in quanto ha inizio la sua collaborazione con la galleria Dante Vecchiato, che porta l’artista a sviluppare quelle che poi diventeranno le sue tematiche principali. E’ proprio in questo periodo che la sua visione artistica si esprime con la riduzione dell’uomo a semplice computer biologico e ad essere umano ridotto a semplici reazioni fisico-chimiche, quasi fosse programmato unicamente dalla genetica e dalla società, il cui unico scopo è rimanere in vita. Ecco allora un mondo regolato da rapporti di causa effetto ove tutto è programmato. L’universo e la vita sono un gioco di incastri, un puzzle, dove ogni sua parte è inserita in quel preciso luogo dello spazio e del tempo. Paradossalmente vi è comunque una disperata ricerca di Dio e del soprannaturale o meglio di quell’energia che tutto “muove”, intesa come fuga dalla realtà e rifugio. L’espressività dei soggetti dallo sguardo assente, immersi in un loro intimo mondo da esplorare, sembrano racchiusi entro i confini della propria pelle “prigione dell’anima” e spazio per la ricerca del perché della propria esistenza.  Un viaggio nella realtà e nella conoscenza. In ogni frammento della realtà dell’essere umano c’è l’impronta del principio originario. Da qui una umanità in continua metamorfosi, dove la negazione del libero arbitrio rappresenta la prima fase di una continua evoluzione. La ricerca sul DNA e l’idea che siamo unicamente generati da migliaia di cellule, viene superata in questo periodo; le figure che non esprimevano nessuna aspirazione, ma che rappresentavano una condizione, uno status, mutano ancora una volta lacerando questa pelle che le avvolge, dalle squame che portavano l’uomo a riflettere sulla condizione primigenia del suo corpo.