Porte chiuse Turris: Colantonio invoca soluzioni, affondo di Fabiano

A margine del match, la nota del club corallino sull'accesso negato ad alcuni disabili

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Mastica amaro a fine partita il presidente della Turris Antonio Colantonio. Nemmeno la netta vittoria contro l’Acireale è bastata per smaltire il boccone amaro delle porte chiuse, disposte alla vigilia del match contro gli acesi dal prefetto. «Non posso esser soddisfatto fino in fondo – commenta – nonostante questa bella vittoria. Avrei voluto che anche al nostro pubblico fosse data la possibilità di godersi partita e successo. Non solo non ci è stato permesso, ma nemmeno ci è stato dato il tempo di fare ricorso contro questa decisione. Non cerco colpe, preferisco trovare le soluzioni. Oggi quegli spalti vuoti sono stati una mortificazione per il calcio. Il Liguori vuoto è abominevole. I ragazzi in campo hanno però dimostrato che neanche spezzati ci fermeremo. Prossima volta devono portarci via i palloni per impedirci di fare il nostro gioco». Tra le motivazioni addotte alla base dell’estrema misura restrittiva, la preannunciata presenza di circa 200 tifosi da Acireale. «Non è assolutamente così, non ci era stata inoltrata alcuna richiesta in tal senso».

Duro l’affondo del tecnico Fabiano. «Che senso hanno le porte chiuse se era già stata indicata la misura del divieto di trasferta per i tifosi dell’Acireale? La verità è che questa decisione mortifica società e città. Siamo persone perbene e non possiamo essere colpiti in questo modo. E’ il caso che il calcio dilettantistico si dia una regolata. È facile chiudere le porte: allora eliminiamo del tutto la Serie D. Non si possono calpestare in questo modo i sacrifici di società, squadra e tifosi. Comodo star seduto e dire di no». Poi l’analisi del match. «Potevamo anche fare qualche gol in più, ma dopo aver subito il 2-1 abbiamo concesso qualcosina per 10-15 minuti ed in circostanze del genere puoi anche rischiare di pareggiarla. Noi però siamo stati sempre in partita, mettendo in campo la cattiveria giusta nonostante la mancata spinta del pubblico. La magia di Longo? Per lui una cosa normale. Cunzi non era in condizione, mentre mi sono piaciuti approccio e contributo di Addessi».

A margine del match, A margine del match, la nota del club corallino, che ha espresso il proprio rammarico «per il fatto che alcuni disabili non abbiano potuto avere accesso al Liguori. Il regime di porte chiuse preclude alla società qualsiasi potere decisionale sull’accesso allo stadio… pertanto il club, pur scusandosi con gli interessati, ribadisce la sua totale estraneità rispetto al mancato accesso degli stessi all’impianto sportivo di viale Ungheria».