Pontecagnano Faiano. 12 febbraio, Messa nel XXX° Anniversario del Sacrificio dei Carabinieri Pezzuto e Arena

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Questa mattina, 12 febbraio si terrà a Pontecagnano Faiano la cerimonia del XXX° Anniversario del Sacrificio dei Carabinieri Claudio Pezzuto e Fortunato Arena M.O.V.M alla memoria.

Il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Salerno ed il Comune di Pontecagnano Faiano hanno stilato il seguente programma:

ore 10.30 Chiesa parrocchiale di San Benedetto Santa Messa

ore 11.30 Piazza Giuseppe Garibaldi deposizione di corone alla presenza del Sindaco e del massimo rappresentante dell’Arma dei Carabinieri.

Alla cerimonia ci sarà anche la nipote allieva Maresciallo Elena Lampasona figlia del fratello di Angela anche lui nell’arma dei Carabinieri.

La cerimonia si svolgerà nel pieno rispetto delle norme vigenti anti-covid19.

ULTIMA ORA

Presto nascerà la nuova caserma a Nocera Superiore è sarà intitolata a Fortunato Arena, il giovane carabiniere ucciso il 12 febbraio 1992 a Pontecagnano – Faiano durante un posto di controllo, insieme a Claudio Pezzuto anche egli vittima.

Arena giovane militare, originario di San Filippo del Mela in Sicilia, ma residente a Nocera Superiore da poco aveva coronato il suo sogno, quello di unirsi in matrimonio con Angela Lampasona.

I fatti

E’ la sera del 12 febbraio del 1992 Fortunato Arena e Claudio Pezzuto hanno finito i loro controlli a Pontecagnano, in provincia di Salerno, e stanno rientrando in caserma. Quando passano per Piazza Garibaldi c’è qualcosa che attira la loro attenzione. Sono le otto di sera, tra i negozi che chiudono e la gente che rientra a casa notano una grande jeep bianca, un Nissan Patron targato Firenze.

A bordo ci sono due persone, forse tre i carabinieri si fermano, Pezzuto scende e chiede i documenti al conducente. È titubante, estrae la patente controvoglia. Il carabiniere torna alla Fiat Uno e chiama via radio la stazione per controllare i dati.
Dall’altra parte della ricetrasmittente, alla centrale operativa di Battipaglia, seguiranno la tragedia in diretta.

Perché dalla jeep scendono in due e aprono il fuoco contro Pezzuto. Viene ferito al braccio, prova a far scudo verso i passanti prima di essere ferito a morte. Poi i killer si rivolgono verso Arena, una prima sventagliata di mitra, il carabiniere risponde al fuoco provando a mettersi in salvo sotto il porticato di un negozio. Lo raggiungono e lo finiscono.
La jeep prende il via, la ritroveranno nella campagna a pochi chilometri da Pontecagnano. Lì vicino scovano anche il proprietario della macchina preso in ostaggio. Lo interrogano senza sosta e inizia a delinearsi il percorso dei killer, latitanti, che fuggivano dalle forze dell’ordine e dagli scagnozzi della Nuova Famiglia.
I due assassini scompariranno per 152 giorni, cambiando nascondiglio quasi giornalmente. Ed è qui che si inserisce uno dei tanti fatti inquietanti di questa vicenda.

Un po’ per vendetta, un po’ per allentare la pressione nelle loro zone di affari. È una fuga senza sosta ma anche senza speranza, che finisce a Calvanico, in uno dei tanti appartamenti affittati a studenti universitari o a turisti per il fine settimana. I due furono poi condannati all’ergastolo. 

Quello che rimane in una tragedia simile, oltre alle medaglie e alle targhe, è come sempre il dolore di chi resta. Fortunato Arena aveva 23 anni, veniva da Messina.

Claudio Pezzuto invece, 29 anni, originario di Lecce, sposato con Tania Pisani, ha dedicato la vita alla legalità, all’onestà civile, al ricordo di di quanti hanno perso la vita facendo il loro dovere.

Oggi l’arma li ricorda ancora

In loro memoria è stata intitolata la caserma sede del Comando Provinciale e della Stazione Carabinieri di Salerno Mercatello, mentre quella che presto vedrà la luce a Nocera Superiore sarà intitolata al carabiniere Arena è anche la caserma di Rometta Marea, in provincia di Messina a lui è stata dedicata.

Saranno i nipotini di Arena, insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria, a portare la bandiera e il quadro con la foto del loro nonno durante la cerimonia di intitolazione della caserma e a cui parteciperanno i vertici provinciali e regionali dell’Arma oltre naturalmente la famiglia del carabiniere trucidato.