Pompei. Scoppia la polemica per l’assenza delle luminarie. Il sindaco su Facebook: “Ci saranno”

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A Pompei scoppia la polemica tra amministrazione e cittadini per l’assenza delle luminarie di Natale che, all’indomani del giorno dell’Immacolata, ancora non sono state installate in città. Le festività sono alle porte e dopo diversi annunci da parte di Palazzo di Città riguardo l’organizzazione di eventi, addobbi, manifestazioni e spettacoli tutto sembra ancora immobile. Come racconta il quotidiano “Le Cronache”, c’è molto scetticismo per quanto riguarda il cartellone natalizio che, secondo i cittadini e i critici più volte sarebbe stato annunciato ma alla fine non è mai stata vista una sua stampa o volantino. In questo caso la delusione cresce ancora di più visto che sul tanto annunciato cartellone era presente la voce “luminarie” che intanto continuano a non vedersi. La diatriba con la città sul tanto atteso cartellone eventi si aprì a novembre: il sindaco Ferdinando Uliano e l’assessore Salvatore Desiderio avevano indetto una sorta di conferenza stampa nella quale avvisarono che entro il 4 dicembre ne avrebbero indetta un’altra, quella “vera”, per la presentazione degli eventi. Tuttavia, mai nessun altro incontro fu organizzato e la cosa terminò lì. Nel frattempo però a fine dicembre da Palazzo De Fusco hanno indetto un bando di gara, al quale ha partecipato soltanto una ditta. La ditta aveva tutte le carte in regola per espletare il servizio affidato, ma a quanto pare la procedura di pubblicazione non era regolare: il comune di Pompei si è consorziato con quello di Santa Maria la Carità ed i due enti hanno affidato la preparazione dei bandi di gara alla Centrale Unica di Committenza mentre per la preparazione del bando per gli eventi natalizi, per il quale Uliano ha previsto ben 100 mila euro di spesa, gli amministratori pompeiani avrebbero provveduto da soli, non interessando la CUC. La gara fu dunque riorganizzata e riaperta, arrivando così a un nuovo affidamento ma sorgono altri problemi di natura tecnica. Il dato certo è che ad oggi le luminarie non ci sono. Secondo alcune testimonianze, pochi giorni fa i cittadini di via Fontanelle e un commerciante di via Aldo Moro sarebbero stati redarguiti dall’ assessore Desiderio perché avevano provveduto in autonomia a dare decoro alle strade di residenza e lavoro. Lo stesso assessore, secondo quanto dichiarato al quotidiano “Cronache”, li aveva contattati dicendogli che avrebbero dovuto smontare le loro luminarie perché non in linea con quelle che l’amministrazione ha scelto. Altra protesta invece ieri, sempre in merito al cartellone eventi, è montata anche tra i commercianti. A quanto si apprende, nella prima serata di oggi, i commercianti del centro cittadino protesteranno spegnendo le luci dei negozi e facendo suonare i sistemi di allarme per cinque minuti, forse come forma di protesta nei confronti dell’amministrazione, a far notare che la città sia effettivamente buia, cioè priva di luci. Buia, come via Plinio nella serata di ieri, dove i turisti che erano per strada, essendo piombati nel buio totale a causa del non funzionamento della pubblica illuminazione, si sono “riparati” nei bar e nei locali, presi addirittura dal panico. Alla fine è intervenuto proprio il sindaco di Pompei Nando Uliano sulla questione e ieri, attraverso il suo profilo Facebook, ha ribadito che gli eventi si faranno, senza risparmiare qualche attacco alle critiche: «Natale a Pompei, ci saranno le luminarie. Vorrei sapere chi sono queste bocche marce che dicono che le luminarie non saranno messe a Pompei? Le luminarie soprattutto in periferia… qualche giorno di ritardo ma Pompei vivrà un magico Natale. Dico alle bocche marce, che continuano a dire cose non vere, che quest’amministrazione quest’anno metterà le luminarie e faremo tanto anche per i servizi sociali e per le tante famiglie che non si possono permettere un Natale migliore. Vi auguro una buona serata dell’Immacolata». Ferdinando Uliano continua a parlare tramite i social network, ma forse farebbe meglio a disconnettersi dalla vita virtuale e connettersi alla vita reale ed ascoltare i reali problemi in cui versa la città da lui amministrata.

(fonte, Cronache)