Pompei, negli scavi ristorante con tre terrazze

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Parco Archeologico di Pompei eccellenza nazionale

Nel parco archeologico di Pompei un ristorante con tre terrazze offre un panorama unico sulla città che il Vesuvio coprì nell’eruzione del 79 dopo Cristo e opera secondo i principi etici che il direttore Gabriel Zuchtriegel ha dato come linea ai progetti in corso. Qui i prodotti agricoli utilizzati sono solo quelli coltivati dai ragazzi fragili della fattoria sociale sempre interna al parco archeologico, e che lavorano con la Cooperativa Il Tulipano.
“Nell’inclusione non conta tanto quello che diciamo – spiega il Zuchtriegel – perché a parole siamo tutti per l’inclusione, conta quello che riusciamo a realizzare effettivamente. Siamo felici che sta nascendo una sinergia tra il ristorante di Pompei e i ragazzi del Tulipano, perché è un valore aggiunto”. “Venire qui è sapere che anche dietro i servizi cosiddetti aggiuntivi come la ristorazione c’è un’etica – aggiunge Zuchtriegel che ha voluto questo progetto nel Parco Archeologico – È la bellezza del fare delle attività insieme, senza escludere nessuno, è un messaggio che diamo a tutto il mondo che viene a Pompei. Abbiamo la prima fattoria sociale in un’area archeologica ed è una cosa non meno importante delle grandi scoperte archeologiche”. Il Chora Restaurant – questo il nome del punto ristoro nella Casina dell’Aquila – completa l’offerta di servizi di ristorazione del Parco a cura di Cirfood (il ristorante self-service e il Chora Cafè & Wine bar, oltre alla cafetteria attualmente situata presso il Quadriportico, in attesa del rinnovo locali a Vicolo del Foro) ed è arricchito dall’esposizione di opere di artisti contemporanei che interpretano in chiave moderna il loro viaggio attraverso la storia e la bellezza. La città di Pompei, scavata a partire dal 1748, consiste oggi in oltre mille abitazioni, seppellite nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio e composte da 13mila ambienti, di cui solo il 5% ha una copertura che li protegge dagli agenti atmosferici.