Pompei il mondo ritrovato – Due corpi seppelliti del 79 d.C. durante l’eruzione del Vesuvio

Due corpi sono riemersi dalle ceneri grazie alla tecnica dei calchi in gesso e ritrovati a Pompei nelle scorse ore.

Si tratta di un signore e del suo schiavo, travolti dalla furia dell’eruzione del 79 d.C nel dettaglio, si tratta di un ragazzo tra i 18 e i 23 anni, alto 156 cm, con addosso una tunica corta, di lunghezza non superiore al ginocchio.

Durante la prima fase eruttiva, infatti, le vittime furono quelle intrappolate negli ambienti, investite dai crolli provocati dal materiale vulcanico. Poco dopo, quando la città venne colpita dal flusso piroclastico, le persone morirono all’istante per shock termico.

I corpi rimasero nella posizione in cui erano stati investiti dal flusso, e il «materiale cineritico solidificatosi ne ha conservato l’impronta dopo la decomposizione. Proprio questo è successo ai due pompeiani.

La presenza di una serie di schiacciamenti vertebrali, certamente inusuali per un ragazzo così giovane, fa pensare che si tratti di uno schiavo, costretto a lavori pesanti. L’altro corpo, quello di un signore tra i 30 e i 40 anni e alto 162 centimetri, è stato rinvenuto in una posizione diversa rispetto al primo.

Volto riverso a terra, gambe divaricate, ginocchia piegate. L’abbigliamento è più articolato. «Queste due vittime cercavano forse rifugio nel criptoportico, dove invece vengono travolte dalla corrente piroclastica alle 9 di mattina. Una morte per shock termico, come dimostrano anche gli arti, i piedi, le mani contratti. Una morte che per noi oggi è una fonte di conoscenza incredibile», ha dichiarato, invece, il direttore del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna.

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