Pompei ha già un record nazionale, ma non può vantarsi

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Il calcio è fatto di equilibri, di numeri e di episodi che a volte sfuggono alla logica. In Serie D, dopo tre giornate, emerge un dato tanto curioso quanto clamoroso: Pompei e Conegliano sono le uniche due squadre tra le 162 partecipanti ai nove gironi a non aver ancora segnato nemmeno una rete. Un primato negativo che accomuna due realtà profondamente diverse per storia, ambizioni e contesto, ma che racconta bene le difficoltà che si possono incontrare in un campionato così complesso e variegato. Dopo tre giornate, la Serie D regala dunque una statistica che sorprende e fa riflettere. Un dato che pesa soprattutto in Campania, dove i rossoblù erano partiti con ambizioni ben diverse. E se difesa e portiere garantiscono sicurezza, il vero salto di qualità dovrà arrivare dall’attacco, con uomini di spessore come Maniero chiamati a invertire subito la rotta.

Il paradosso Pompei: tre punti senza gol

Se il Conegliano, matricola del girone C, può in parte giustificare il dato con l’impatto difficile nella nuova categoria, ben diverso è il discorso per il Pompei, squadra partita con ben altre aspettative. I campani sono infatti l’unica compagine dei tre gironi meridionali, G, H e I, a non aver ancora trovato la via del gol. Un dato sorprendente, soprattutto perché la squadra rossoblù non è rimasta a secco di risultati: con tre pareggi in altrettante partite, il Pompei è riuscito a muovere la classifica, mostrando una solidità difensiva che ha evitato sconfitte e crisi di nervi.

Merito di una retroguardia compatta e dell’esperienza tra i pali di Bernardino D’Agostino, portiere che conosce bene la categoria e che si è già rivelato determinante in più di un’occasione. La squadra, insomma, non subisce molto, è ordinata e sa difendersi. Il vero problema è dall’altra parte del campo. E qui nasce il vero paradosso: nonostante un reparto offensivo di tutto rispetto, con giocatori del calibro di Vincenzo Maione e soprattutto di Riccardo Maniero, bomber che ha calcato palcoscenici di Serie B e C con gol pesanti in carriera, la squadra non è riuscita ancora a sbloccarsi. Tre partite, zero reti, nonostante le occasioni create. Il Pompei ha cambiato guida tecnica già dopo le prime settimane: via Mister Quaglietta, dentro Alessandro Erra, allenatore chiamato per dare maggiore compattezza e un’identità più chiara a una rosa che sulla carta ha qualità da vendere. Tuttavia, almeno in termini offensivi, il cambio non ha ancora prodotto gli effetti sperati. I rossoblù creano, ci provano, ma sembrano soffrire di una sorta di blocco psicologico sotto porta che finora ha reso vane tutte le occasioni prodotte. L’assenza del gol diventa ancora più pesante se rapportata alle ambizioni di una società che vuole restare stabilmente ai vertici del girone e che non può accontentarsi di vivacchiare nelle zone intermedie della classifica.

Conegliano, matricola a digiuno

Se in Campania la situazione ha del clamoroso, in Veneto il Conegliano paga dazio al salto di categoria. Inserito in un girone C di ferro, con piazze blasonate e squadre attrezzate, la formazione gialloblù non è ancora riuscita a trovare la rete nelle prime tre giornate, restando anche lei a quota zero gol fatti. In questo caso, tuttavia, la spiegazione appare più lineare: l’organico è giovane, la rosa meno profonda e l’esperienza da costruire sul campo. La squadra veneta sta comunque lavorando per sbloccarsi e cancellare un dato che rischia di diventare un macigno psicologico se dovesse protrarsi ancora per settimane.

Le altre “cenerentole” del gol

Oltre a Pompei e Conegliano, che guidano la speciale classifica negativa con zero gol fatti, ci sono anche altre squadre che stanno vivendo un avvio complicato sotto porta. Sono sei le formazioni che, dopo tre giornate, hanno trovato la via del gol soltanto una volta:

  • Castellanzese e Nuova Sondrio nel girone B,
  • Castelfidardo nel girone F,
  • Montespaccato nel girone G,
  • Ferrandina nel girone H,
  • Acireale nel girone I.

Proprio il caso dell’Acireale merita una menzione a parte: l’unico gol realizzato è arrivato su calcio di rigore al minuto 95 contro il Savoia, un episodio isolato che ha salvato i granata da un nuovo “zero” ma che non cancella le difficoltà strutturali mostrate finora in fase offensiva.

Il Ferrandina, invece, oltre al magro bottino di una sola rete, condivide con il Pompei il destino di squadra del Sud incapace finora di trovare continuità in zona gol, aggravando le ansie di un avvio di stagione tutt’altro che semplice. Perché nel calcio, alla fine, i numeri che contano davvero sono quelli scritti sul tabellino.