Pompei, Franceschini inaugura e riapre, Casa degli Amanti e non solo

Svolta per l’antica città romana ai piedi del Vesuvio: dopo 40 anni è stata riaperta al pubblico la Casa degli Amanti, gioiello di inestimabile valore del sito archeologico di Pompei, il solo di cui si sia conservato quasi completamente il secondo piano. Nuovamente visitabili anche la Casa della Nave Europa e la Casa del Frutteto. A inaugurarle è stato il ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini: «Oggi si conclude la messa in sicurezza prevista dal Grande Progetto Pompei, ma qui i lavori non finiranno mai e abbiamo già stanziato altri 50 milioni per dare seguito agli interventi».
I lavori di ristrutturazione hanno preso il via nel 2014 quando sono stati stanziati 105 milioni di euro, 75 dei quali erogati dall’Unione europea per mettere in sicurezza e restituire l’antico splendore alla struttura portata alla luce nel 1931 e gravemente danneggiata dal terremoto dell’Irpinia del 1980. «Pompei è un luogo che si visita volentieri – ha aggiunto il ministro Franceschini – e accoglie bene i turisti con giovani archeologi e studiosi che lavorano e scavano dove non si era mai scavato». La fine dei lavori ha consentito, dunque, la riapertura della Casa degli Amanti per la gioia dei visitatori che ogni anno passeggiano per i decumani della cittadina che nell’ottobre del 79 dopo Cristo fu distrutta dall’eruzione del Vesuvio e che, nel 2019, hanno toccato quota quattro milioni. «La casa degli Amanti è incredibilmente preziosa perché è un unicum dovuto alla genialità del grande archeologo Amedeo Maiuri – ha commentato il soprintendente del parco archeologico Massimo Osanna – che la riportò alla luce nel 1931 ed ebbe l’intuizione di consolidare il piano superiore dell’abitazione già nel corso dello scavo». Franceschini, insieme con Osanna, ha inaugurato anche la Casa della Nave Europa, che risale al terzo secolo avanti Cristo e prende il nome da un grande graffito inciso su una delle sue pareti, e la Casa del Frutteto, che per la ricchezza delle sue decorazioni è considerata uno degli esempi più belli di pittura di giardino presenti a Pompei. Ma i lavori per riportare alla luce gli antichi capolavori del sito archeologico non si fermeranno: «Adesso che si chiude il Grande Progetto – ha annunciato Franceschini – ci aspetta un’altra grande sfida: quella dell’esterno, di tutto quello che c’è fuori dalle mura di Pompei. Qui c’è tutto e investire in questo tutto è un dovere costituzionale, ma anche una grande opportunità di crescita». In cinque anni sono stati eseguiti 76 interventi relativi ai cinque piani previsti dal Grande Progetto Pompei, di cui 51 per lavori sulle strutture archeologiche, otto per il piano della conoscenza, due per il piano della sicurezza, sette per il piano della capacity building, otto per la fruizione e comunicazione.