Pompei: commozione e rabbia ai funerali del piccolo Giuseppe

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Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’. Solo il bene è profondo e può essere stradale. Lo scriveva Hannah Arendt. Il male può essere banale nelle grandi tragedie ma anche in quelle non piccole ma singole. L’assonanza è nelle parole all’omelia per l’ultimo saluto a Giuseppe, il bambino di Cardito, vittima sacrificale alla follia dei grandi. “Caro Giuseppe, anche ad un sacerdote possono venire meno le parole, non vorrei però far mancare quelle parole che ti possono raccontare il resto della vita che ti è stata estirpata. Vorrei dirti che la vita è tutto ciò che ti è stato negato. Caro Giuseppe la vita ti ha perduto, la tua morte è sfregio all’umanità la vita ti è passata accanto e ti ha voltato le spalle ora viene da pensare che la nostalgia è per quello che non hai potuto vivere. Non era per te e non può essere per nessun altro l’abisso che hai trovato davanti alla tua strada, un pensiero anche alle tue sorelline, vittime, che sentiranno la tua mancanza e ti porteranno nel cuore. Esiste una folle abitudine al male. Ci fa diventare indifferenti e ci impedisce di cogliere i momenti e le situazioni di crisi” ha detto l’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, nell’omelia per il piccolo Giuseppe, picchiato a morte in quel di Cardito dal compagno della madre. Saranno destinate alle due sorelline. La più grande, ferita durante l’aggressione del 24enne compagno della madre ora in carcere, è ancora ricoverata nell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, mentre la più piccola è in una casa famiglia. Aiutiamo chi s’è salvato a stento, ridiamolo loro forza per credere in un altro futuro, partendo dal sorriso di Giuseppe prima dello strazio. La tensione di fondo, inutile nasconderlo, c’è stata. Nessun contatto tra la mamma Valentina e il padre naturale di Giuseppe, che abita a Pompei. All’uscita, applausi e dei palloncini bianchi. Valentina, contestata all’arrivo dai parenti del padre naturale di Giuseppe, è andata via da un’uscita secondaria della chiesa di San Giuseppe, scortata da due auto della Polizia municipale di Massa Lubrense, posto dove ha trascorso l’ultima settimana. Vite segnate e rapporti spezzati, occorrorebbe analizzare anche questo, senza trovare risposte ma almeno spiegazioni.