“Sono mesi che denunciamo una situazione totalmente fuori controllo a Napoli e in tutte le grandi città italiane. Gravi episodi di criminalità che minano la sicurezza e la serenità dei cittadini. Eppure solo oggi sentiamo la flebile voce di un rappresentante del Partito Democratico. Il sindaco di Napoli si è finalmente reso conto, probabilmente, di cosa sono costretti a subire i cittadini napoletani”. Interviene così l’eurodeputata campana e vice coordinatore regionale di Forza Italia, Isabella Adinolfi, per commentare quanto accaduto nelle scorse ore a Napoli, dove una poliziotta è stata aggredita e violentata dopo il turno di lavoro.
“Se è capitato a un esponente delle forze dell’ordine, quale speranza ha di salvarsi una donna che non ha nessun tipo di addestramento o abitudine a combattere questa gentaglia?” s’interroga l’europarlamentare campano, che poi rincara la dose: “Tra l’altro l’episodio è avvenuto in centro cittadino, in una zona anche universitaria, frequentata da chi prende bus e navi. Figuriamoci cosa accade nelle periferie, dove tra l’altro già da mesi denunciamo episodi di criminalità diffusa”.
Quindi, il vice coordinatore regionale conclude: “Queste persone che vivono ai margini della società, totalmente sprezzanti delle regole e delle leggi, della vita umana e del rispetto, non si fermano davanti a niente. Non possiamo tollerare che persone irregolari e per di più con precedenti continuino a bivaccare nel nostro Paese. Questo è il frutto della politica delle anime belle, del buonismo a tutti i costi, dei salotti buoni della sinistra”.
I FATTI
Un colpo alla testa con una pietra, le mani intorno alla gola e poi la violenza. Pochi attimi e un’atroce sequenza ricostruita dalle telecamere della videosorveglianza. Un’agente che smontava dal servizio e tornava a casa sua, è stata aggredita, picchiata e violentata nel porto di Napoli. Aveva finito il turno 19-24, quello in cui esci dal commissariato che è notte fonda, e in una città senza parcheggi, se hai l’auto in un posto poco illuminato e sorvegliato, rischi grosso.
Lei è una poliziotta, trentenne, da poco in servizio, un’agente apprezzata per le sue capacità. Ma poteva essere una cittadina qualsiasi. Chi l’aveva presa di mira l’ha seguita, ha superato a piedi il Varco Pisacane, il più vicino alla Capitaneria di Porto e, poco dopo la mezzanotte, l’ha aggredita. Le ha dato un colpo con una grossa pietra raccolta da terra. Stordita, l’agente ha reagito difendendosi come ha potuto, ma l’uomo, J.M., 23 anni, del Bangladesh, alto un metro e ottanta, ha avuto la meglio su di lei e l’ha bloccata stringendo con forza il collo.
Tramortita per il colpo in testa, la donna è riuscita a gridare e un camionista che era nei pressi è corso in aiuto, ma la violenza era già consumata e l’uomo scappato. I soccorsi sono arrivati in tempo reale, chiamati dalla poliziotta con il suo cellulare. Ai colleghi, con grande lucidità e nervi saldi, ha descritto il suo stupratore, indicando la direzione della fuga.
Arrestato l’aggressore
È stato arrestato all’alba l’uomo, un 23enne di origini bengalesi, che tra le 19 e la mezzanotte di mercoledì 19 ottobre avrebbe aggredito e violentato una donna nella zona del porto di Napoli. La giovane poliziotta, come ha raccontato ai colleghi che l’hanno successivamente soccorsa, aveva appena finito il turno al commissariato e stava raggiungendo la sua auto quando è stata colpita in testa alle spalle con una pietra. Dopo averla ferita, l’uomo l’ha abusata sessualmente per poi dileguarsi. La vittima è poi riuscita a chiedere aiuto ed è stata portata all’ospedale Cardarelli per essere visitata. Le indagini sono partite dal suo racconto dei fatti e hanno permesso alla polizia di individuare l’uomo che avrebbe commesso la violenza, che ora è accusato di tentato omicidio e violenza sessuale aggravata. Dopo una notte di ricovero, la donna è stata dimessa dall’ospedale.

