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Polizia Provinciale, il CSA chiede incontro alla Provincia sui criteri di individuazione delle unità

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Polizia Provinciale, il CSA chiede incontro alla Provincia sui criteri di individuazione delle unità

provincia (1)Il Coordinamento Sindacale Autonomo (CSA), attraverso la firma della segretaria generale Lucia Pagano, ha chiesto un immediato incontro per definire i criteri adottati dalla Provincia di Salerno per l’individuazione delle unità destinate al portale della mobilità. Da parte del CSA c’è la necessità di chiarire i criteri con cui è stata definita l’individuazione dei settori-servizio-uffici non individuati, nello specifico, dalla le 56 del 2014. Sono stati chiesti anche lumi sull’individuazione del personale per le funzioni strumentali e su quali elementi sono state previste le funzioni strumentali. L’organizzazione sindacale ha contestato alla Provincia di non aver rispettato la procedura di legge e per questo motivo ha inviato al presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, la seguente lettera:

“I servizi essenziali che devono assicurare le province sono previsti sia nella Legge 78 e dalla circolare Madia e sono: vigilanza ambientale, sicurezza stradale e territorio; solo i settori caccia e pesca sono di competenza regionale che storicamente vengono affidati alla provincia di Salerno. Tutte le norme vigenti leggi chiariscono che le province devono ridurre del 50% il costo del personale, collocando nelle regioni i centri per l’impiego, i settori agricoltura e polizia provinciale, tranne le città metropolitane che assorbono le polizie provinciali; sono escluse, inoltre, le province di area vasta come quella di Salerno.Nei servizi sopra elencati se viene eliminato il corpo di polizia provinciale, come farà la provincia di Salerno a svolgere l’azione di tutela ambientale e del territorio previsto specificatamente nelle funzioni essenziali? Questa O.S. mai ha avuto incontri riservati né, tantomeno, ha avuto accordi sotto banco con l’amministrazione. Si è ritenuto, invece, preoccupante l’assenza delle altre OO.SS. sulla vicenda della mancata concertazione preventiva in speciale modo rispetto alle scelte che si sarebbero operate soprattutto nei confronti del corpo della polizia provinciale. Per questo motivo non essendo mai stata convocata nei tempi previsti (già da settembre doveva funzionare il tavolo dell’osservatorio provinciale) si è ritenuto di stanare l’amministrazione provinciale che in perfetta solitudine, assieme a qualche funzionario, ha proceduto con il riordino della provincia di Salerno, operando illegittimamente i tagli, senza considerare la perdita di professionalità non più acquisibili per lo svolgimento di alcuni segmenti delle funzioni fondamentali. Il CSA è sempre disponibile nei confronti delle altre organizzazioni a portare avanti come accaduto fino ad oggi, solo da parte nostra, un discorso unitario, sfidando le altre OO.SS. che non hanno speso parola alcuna – tranne affermazioni di facciata per la tutela dei lavoratori e nell’interesse della funzionalità della Provincia – che deve necessariamente fornire servizi adeguati ai cittadini che la legge ha posto in capo alle province per il soddisfacimento delle comunità amministrate. In ultimo si precisa che nell’ultima settimana si è tenuto un incontro dei dirigenti dei settori interessati, cui ha partecipato il Presidente Della Provincia, l’assessore Volpe al personale, il Direttore generale, avv. Di Nesta, nel corso del quale si era deciso di mantenere il corpo della polizia provinciale nella misura del 50% della consistenza riferita all’ottobre 2014 (circa 58 unità), così come si era operato negli altri settori. Lo stesso presidente Canfora ribadiva l’assoluta necessità di mantenere il corpo di polizia. Appare evidente che qualcuno ha operato nell’ombra per modificare un assetto già concordato tra gli attori della parte pubblica, senza che vi sia stato da parte della scrivente alcun ulteriore intervento”.