La vicenda giudiziaria riguarda la sdemanializzazione, in favore del Comune di Salerno, dell’area a Nord del lungomare cittadino, con successiva allocazione della struttura privata Crescent, la costruzione a uso abitativo a forma di mezzaluna e i relativi permessi a costruire rilasciati. La sentenza e’ prevista in serata. E’ un processo che potrebbe influenzare gli equilibri politici in Campania, ma i difensori del ‘governatore’ Vincenzo De Luca rifiutano l’etichetta di “processo politico”. Al tribunale di Salerno e’ in corso l’ultima udienza del processo ‘Crescent’ che vede imputati, oltre a De Luca per falso ideologico, abuso d’ufficio e reati urbanistici compiuti, altre 21 persone, tra cui dipendenti comunali, ex esponenti della Giunta comunale di Salerno ed ex funzionari e dirigenti della Soprintendenza governatore. Davanti al collegio presieduto da Vincenzo Siani, oggi, le repliche della procura durante le quali uno dei due pm, Rocco Alfano, ha sottolineato come “quest’ufficio ha fatto un processo basato su fatti” e ha escluso che si sia proceduto con “fretta”. Poi, la volta delle contror epliche avviate dall’avvocato della parte civile, Oreste Agosto, per le associazioni ambientaliste e dei comitati ‘no Crescent’. Il legale ha chiesto che i giudici assumano “una decisione serena”.
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