Politica e Camorra, Dia indaga 7 persone a Scafati

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La Dia ritorna a Scafati, con perquisizioni e controlli partiti all’alba di ieri. A quasi dieci mesi di distanza – era il 18 settembre 2015 quando il pm della Dda Vincenzo Montemurro presenziò alle perquisizioni che riguardarono il sindaco Pasquale Aliberti e la moglie Monica Paolino – un nuovo giro di notifiche e verifiche è stato effettuato dalla Direzione Investigativa Antimafia. Dietro coordinamento della Dda, gli inquirenti agli ordini del capitano Fausto Iannaccone hanno raggiunto le abitazioni di politici e personaggi ritenuti vicini al gruppo criminale Loreto-Ridosso, con ipotesi di reato di voto di scambio politico-mafioso.

Il periodo finito sotto la lente d’ingrandimento sono le elezioni amministrative del 2013 e le regionali del 2015. Anche stavolta, nel mirino c’è il gruppo politico vicino al primo cittadino Pasquale Aliberti. Tra gli avvisi di garanzia, c’è quello notificato con decreto di perquisizione a Nello Maurizio Aliberti, imprenditore e fratello del sindaco. Quest’ultimo era già stato iscritto nel registro degli indagati durante la precedente fase investigativa. Per la procura, avrebbe rivestito il ruolo di raccordo con il clan per favorire il fratello.

I carabinieri hanno perquisito il suo studio, portando via fatture ed un elenco con sopra diversi nominativi. Sotto i riflettori ci è finita anche la lista “Grande Scafati”, che avrebbe raccolto – sempre stando alle accuse – molti voti dal gruppo Loreto e tra i cui nomi, ci sarebbe dovuto essere anche quello di Andrea Ridosso. Mai inserito poi – pare – per questioni di opportunità. Le perquisizioni avrebbero interessato tuttavia anche rappresentanti delle società partecipate. Sette gli indagati in tutto.

Sullo sfondo dell’inchiesta del pm Vincenzo Montemurro, c’è l’attività del clan Loreto-Ridosso, gestito da Alfonso Loreto dopo il pentimento di Pasquale. Il gruppo criminale avrebbe mosso i suoi interessi intorno al mondo dell’imprenditoria e dei parcheggi, ma anche – secondo la Dda – verso il Comune, con un “lavoro” preciso su di una lista elettorale. Da tempo l’Antimafia sta lavorando su una mole considerevole (gli appalti ad esempio) di documentazione raccolta a Palazzo Meyer e relativa agli ultimi anni di attività.