Polemiche per la partecipazione del rapper Junior Cally a Sanremo che respinge l’accusa di scrivere testi sessisti e populisti.

”E’ evidente dunque che su questa polemica non solo Junior Cally e le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c’entrano nulla. Due sono le cose: o si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano”.

Il presidente della Rai Marcello Foa esprime “forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata. Il Festival, tanto più in occasione del suo 70esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani”. E chiede che Amadeus sappia ”riportare il festival nella sua giusta dimensione”.

A Foa e all’amministratore delegato Fabrizio Salini è quindi pervenuta una lettera di Alberto Barachini, presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai, in un cui passo si legge: “Il Festival di Sanremo costituisce indubbiamente l’evento Rai più importante della stagione televisiva, sia in termini di ascolti, sia di risonanza mediatica. Non è pertanto accettabile che nel corso di tale evento vengano diffusi messaggi lesivi dei diritti e della dignità della persona, o inquadrabili nel fenomeno dell’hate speech”.

Attacca Junior Cally anche il leader della Lega, Matteo Salvini, ma il suo intervento ottiene l’effetto di moltiplicare le polemiche. “Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana”, protesta su Twitter l’ex ministro attirandosi, a stretto giro, un mare di repliche. Dal Pd arrivano quelle di Matteo Orfini, Valeria Valente e Alessia Morani. “Io invece – scrive quest’ultima – fossi in te #Salvini mi vergognerei perché hai detto che gli insulti alle donne vanno bene se fatti in casa. Che pena, mamma mia”. Si associa quindi il viceministro per gli Affari regionali Stefano Buffagni (M5s): “Quindi insultare, sequestrare, violentare, stuprare, usare le donne come oggetti, per te va bene ma basta farlo con discrezione dentro casa? Vergogna!”.

Quindi, con la consueta ironia, prova a metterci un punto Fiorello, che si rivolge direttamente ad Amadeus con un messaggio su Instagram in cui appare mascherato come il rapper Cally: “Amadeus, ti sei messo contro tutti, ti mancano gli anziani (di’ qualcosa anche contro gli anziani) e, soprattutto, ti manca Fiorello. E’ l’unico rimasto che è ancora con te. Le donne ce l’hai tutte contro, la politica pure. Dammi del terrone e così hai fatto bingo. Io, in qualità di anonimo, proporrò per te la pena di morte: per quello che stai facendo, per quello che rappresenti. Da che eri un santo, ora sei l’uomo più cattivo d’Italia, un sessista”.

Il mattatore, però, lancia anche una frecciatina: “Vorrei dire una cosa alle 29 deputate che ti hanno accusato: proprio in politica cercate di fare un passo avanti, non state indietro. Voglio vedere un presidente della Repubblica donna o un presidente del Consiglio donna. Allora sì che avremo fatto un passo avanti. Non lamentatevi di Sanremo”.

Infine, tra le donne che affiancheranno Amadeus, oltre ad Antonella Clerici, interviene sulla questione Cally Emma D’Aquino: “La polemica – osserva la giornalista del Tg1 – è su un suo pezzo precedente e un brano così è chiaro che non vorrei mai sentirlo”.