Il rione Fornelle di Salerno, conosciuto più per i fatti di cronaca che per la storia che racchiude, è stato spesso considerato un luogo da evitare, in cui meglio non soffermarsi quando ci si ritrova nel centro della città. Nonostante la sua vicinanza alla Villa Comunale, al Teatro Verdi, nonostante le Luci d’Artista, il Rione era rimasto, fino a poco tempo fa, “zona pericolosa”. Oggi tra i palazzi, sulle mura, sotto i balconi e tra le finestre, il rione acquista un nuovo volto: quello della poesia, di milioni di parole, 500 versi e 196 litri di vernice. Il progetto era nato nel 2014, con lo scopo non di riqualificare la zona salernitana, ma semplicemente di diffondere e di far conoscere la poesia di chi in questi luoghi ci è nato: Alfonso Gatto. La fondazione che dall’artista prende il nome, promosse e realizzò la riqualificazione artistica della “Scalinata dei mutilati” attraverso i versi di Alfonso Gatto che accompagnano i visitatori scalino dopo scalino, e la street artist romana Alici Pasquini che ha realizzato un murales lungo tutta la parete. Oggi non soltanto Alfonso Gatto, ma i versi di Merini, Ungaretti, Quasimodo, Sanguineti, Sinisgalli, Paul Eluard riempiono di magia le strade strette, attraverso la street art e i murales di numerosissimi altri artisti, molti dei quali locali, tanti altri internazionali, che hanno reso possibile questo “miracolo urbano”. La poesia deve essere alla portata di tutti: l’intento è stato quello di dire “basta all’autoreferenzialità e all’egocentrismo dei poeti”, come Valeriano Forte, uno degli ideatori del progetto, ha affermato. Salerno è la città natale di Alfonso Gatto, e spesso nessuno dei suoi abitanti aveva mai letto una sua poesia: oggi è impossibile non vedere le sue opere, non goderne, non farsene attraversare mentre si passeggia per la città, non soffermarsi a comprendere i suoi versi. I nomi delle strade e i numeri civici del rione fanno parte della rappresentazione artistica: appaiono raffigurati insieme alle poesie. Si può leggere senza comprare nessun libro. Ci Stiamo organizzando per avere delle guide in più lingue”, afferma infine Greenpino, direttore progettuale ed artistico dell’iniziativa. “Salerno, rima d’eterno” come Gatto stesso scrisse, eternamente contemplata attraverso un volto nuovo, carico d’orgoglio e bellezza, che ridona dignità a un luogo senza tempo che, grazie alle parole, può addirittura farne perdere il senso mentre, passeggiando, ci si perde effettivamente tra l’immortalità dei grandi poeti.
Assunta Rossi

