Emergono nuovi dettagli sull’agguato avvenuto ai Quartieri Spagnoli di Napoli che ha visto vittima Gianluca Pisacane, 28 anni, fratello dell’allenatore del Cagliari Calcio, Fabio Pisacane. Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, l’episodio sarebbe maturato al termine di una lite scoppiata all’interno del ristobar gestito dal giovane, situato nel cuore della zona popolare partenopea.
Un chiarimento che getta nuova luce sulla dinamica dell’agguato e che collega quanto accaduto nelle ore precedenti all’attacco armato avvenuto nella notte.
La lite nel locale e la difesa di una dipendente
Stando alle prime ricostruzioni, Gianluca Pisacane sarebbe intervenuto come paciere durante un’accesa discussione che avrebbe coinvolto alcune ragazze presenti nel locale. In particolare, il 28enne avrebbe preso le difese di una sua dipendente, coinvolta in una lite verbale con tre donne, poi degenerata in momenti di forte tensione.
Il confronto, secondo quanto riferito, sarebbe stato acceso ma non avrebbe inizialmente lasciato presagire sviluppi violenti. Dopo il trambusto, la situazione sembrava essersi normalizzata e il locale avrebbe ripreso la sua regolare attività.
L’agguato nella notte dopo la chiusura
Il clima apparente di calma si è però dissolto poche ore dopo. Intorno alle 3 del mattino, una volta chiuso il ristobar, Pisacane si è allontanato dal locale insieme al padre 68enne. È in quel momento che i due sarebbero stati avvicinati da tre uomini.
Secondo le prime informazioni, uno dei tre avrebbe esploso tre colpi di pistola, ferendo Gianluca Pisacane alle gambe. Il giovane è stato immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale Pellegrini, dove è stato ricoverato. Fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi e non risulta in pericolo di vita.
Il ruolo del padre e la precisazione di Fabio Pisacane
Nelle ore successive all’agguato si è parlato anche di un possibile coinvolgimento del padre nella colluttazione con gli aggressori. Una versione però smentita pubblicamente da Fabio Pisacane, che attraverso un messaggio ha voluto chiarire alcuni aspetti fondamentali.
L’allenatore del Cagliari ha ringraziato per la grande solidarietà ricevuta, precisando che il padre non sarebbe stato aggredito, ridimensionando così una parte delle prime ricostruzioni circolate dopo l’episodio.
Indagini in corso: caccia agli aggressori e alle testimoni
Ora l’attenzione è concentrata sulle indagini della Polizia, che proseguono senza sosta per ricostruire con precisione quanto accaduto. Gli investigatori stanno lavorando su più fronti:
- identificare i tre uomini che avrebbero fatto parte del commando
- rintracciare le donne coinvolte nella lite all’interno del locale
- chiarire le cause scatenanti del litigio
- analizzare le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona
Le testimonianze raccolte e i filmati potrebbero risultare decisivi per dare un volto agli aggressori e comprendere se l’agguato sia stato un atto punitivo legato direttamente alla lite avvenuta poche ore prima.
Un caso che scuote i Quartieri Spagnoli
L’episodio ha riacceso i riflettori sulla sicurezza nei Quartieri Spagnoli, una zona complessa ma centrale della città di Napoli. Il fatto che Pisacane abbia tentato di sedare una lite per difendere una dipendente rende la vicenda ancora più delicata, soprattutto se l’aggressione armata dovesse essere confermata come una ritorsione.

