Pisa-Juve Stabia, terminata col risultato di 3-1 a favore dei nerazzurri di mister Inzaghi, rischia di restare nella storia di questo campionato come la gara in cui si sono visti più errori arbitrali peraltro tutti decisivi ai fini dell’esito finale del match.
Gli errori di Aureliano in Pisa-Juve Stabia.
Per l’onestà intellettuale che da sempre ci contraddistingue iniziamo col dire che a norma di regolamento l’espulsione di Candellone al minuto 37 del primo tempo ci può anche stare per l’entrata scomposta dell’attaccante della Juve Stabia su Marin ma l’azione andava rivista e valutata più attentamente al VAR dal sig. Aureliano e non in una manciata di secondi come ha fatto lui ieri.
Le immagini dimostrano chiaramente che a subire fallo è lo stesso Candellone con una trattenuta da dietro (il gioco riprende con una punizione a favore della Juve Stabia). Nella trattenuta fallosa del giocatore pisano si evidenzia però che Candellone nel ricadere a terra entra in modo scomposto su Marin e quindi l’intervento viene classificato come un fallo di reazione dello stesso Candellone. Si tratta tuttavia di una espulsione “indotta” dal fallo del giocatore nerazzurro e Candellone, perdendo l’equilibrio nel ricadere a terra, fa l’unico errore di andare con la gamba tesa ma il sig. Aureliano doveva valutare tutta la dinamica dell’azione e non solo l’entrata finale scomposta di Candellone.
Ma il meglio il sig. Aureliano, non nuovo a grossolani errori anche in Serie A e da tempo ormai da dismettere, doveva ancora produrlo. Al minuto 17 del secondo tempo un tocco con la mano destra di Quaranta su Piccinini viene giudicato da rigore. Posto che la massima punizione dovrebbe essere concessa solo per fatti gravi in area di rigore e che per inciso è perlomeno strano che le Vespe in ben 27 giornate di campionato abbiano avuto un solo rigore a favore, non ci sembra che un tocco lieve sul centrocampista nerazzurro che peraltro sta uscendo dall’area di rigore sia passibile della concessione di un rigore che cambia la gara in un momento in cui la Juve Stabia era in vantaggio per 1-0.
Le immagini parlano chiarissimo e l’episodio andava quantomeno rivisto al VAR: lieve tocco di Quaranta su Piccinini col centrocampista nerazzurro che cade a terra come se tramortito da un bazooka e quello che si configura fin da subito come un rigorino viene concesso da Aureliano come un cadeau al Pisa in una giornata in cui la Juve Stabia doveva essere la vittima sacrificale.
In questi casi la “casta” dell’AIA si difende dicendo che il protocollo del VAR prevede che l’intensità del tocco debba essere valutata dall’arbitro in campo. Ma se nel 2025 con la tecnologia attuale siamo ancora a fare questi discorsi meglio eliminare il VAR se non lo si applica con criterio.
La sagra degli errori si conclude (per fortuna!) al minuto 21 del secondo tempo: crosso di Angori dalla sinistra, colpo di testa di Morutan e Thiam abbranca la sfera sulla linea di porta (come le immagini dimostrano chiaramente) ma per Aureliano e il suo assistente di destra la sfera ha superato completamente la linea di porta.
In questo caso siccome in Serie B non esiste la Goal Line Technology, sono arbitro e guardalinee a decidere ovviamente in modo palesemente errato e a dare il colpo di grazia alla Juve Stabia.
E il VAR che potrebbe intervenire? Con le mani legate dal protocollo, sembra. Perchè? Le immagini a quanto pare “non sono dirimenti” cioè non sono chiare (c’è nebbia per i fumogeni dei tifosi pisani in quel momento, aspetto ridicolo) e vale il giudizio dell’arbitro. Ma chi può stabilire che le immagini siano o non siano chiare? Troppe cose soggettive, troppe cose ancora in mano al direttore di gara che ha confermato ieri e non solo ieri, la sua totale mediocrità. Signori miei, se questo è il VAR e questo è il suo raggio di azione (addirittura in B senza la Goal Line Technology…) siamo davvero alla frutta in ogni senso ed abbiamo solo creato uno strumento che sta peggiorando il calcio e non migliorandolo come Pisa-Juve Stabia (ma vedi anche Sassuolo-Juve Stabia, gol annullato ingiustamente dal VAR a Maistro) dimostra molto chiaramente.

