L’omaggio televisivo a Pino Daniele, “Pino è. Il viaggio del Musicante”, andato in onda su Rai 1, ha sollevato un’accesa polemica per una grave e “inaccettabile dimenticanza”. Nonostante l’evento in Piazza del Plebiscito abbia emozionato il pubblico con l’esibizione di molti artisti di fama, la sua celebrazione è stata macchiata dalla mancata menzione di tre musicisti fondamentali per il sound di Pino Daniele: il tastierista Ernesto Vitolo, il bassista Gigi De Rienzo e il percussionista Rosario Jermano.
I tre, che hanno accompagnato Pino Daniele sin dai suoi esordi e sono stati parte integrante del progetto musicale “Nero a metà”, non sono stati riconosciuti in alcun modo durante l’esibizione della cantante Serena Brancale. Nessun cenno è arrivato né dalla conduttrice, né dagli artisti, né dalla regia che non ha mostrato nemmeno un sottopancia con i loro nomi.
Le tre anime dimenticate della musica di Pino
Questa “rimozione culturale” ha scatenato la delusione di chi conosce profondamente l’artista. Ernesto Vitolo, Gigi De Rienzo e Rosario Jermano non sono stati dei semplici turnisti, ma “carne e sangue” della musica di Pino Daniele. Il primo lo ha accompagnato dai primi passi della sua carriera, il secondo ha firmato come bassista e arrangiatore alcuni degli album più iconici, e il terzo, percussionista e amico d’infanzia, ha contribuito in modo decisivo a quel ritmo del Mediterraneo che ha reso inconfondibile la musica di Pino.
Il post critica questa mancanza di “giustizia culturale”, sottolineando che una celebrazione autentica dovrebbe onorare tutti coloro che hanno contribuito a costruire il patrimonio artistico. L’autore conclude il testo affermando che l’episodio è sintomo di una memoria collettiva fragile, in cui l’industria dello spettacolo rischia di sacrificare la storia in nome dello show.

