Pillole di storia – Accade oggi; 1997/2020 – Hong Kong: abbattuti un milione di polli a causa dell’aviaria

A distanza di anni la storia si ripete.

L’influenza aviaria – identificata per la prima volta in Italia più di un secolo fa – causata da un virus dell’influenza di tipo A è in grado di contagiare pressoché tutte le specie di uccelli, anche se con manifestazioni molto diverse, da quelle più leggere fino alle forme altamente patogeniche e contagiose che generano epidemie acute (se causata da una forma altamente patogenica vi è morte rapida quasi nel 100% dei casi).

Un virus che si può trasmettere da azienda ad azienda tramite i mezzi meccanici, gli attrezzi e strumenti contaminati, le macchine, i mangimi, le gabbie, o perfino gli indumenti degli operatori.

Secondo quanto riportato dall’Oms, nel corso dell’epidemia del 1983-1984 negli Stati Uniti, il virus H5N2 (uno dei 15 sottotipi dell’influenza aviaria) inizialmente causò bassa mortalità ma divenne poi, nei sei mesi successivi, altamente patogenico, con una mortalità vicina al 90%. Per controllare l’epidemia, in quel caso, fu necessario abbattere più di 17 milioni di uccelli, per un costo totale di quasi 65 milioni di dollari.

Dei 15 sottotipi di virus aviari, H5N1 circolante dal 1997, è stato identificato come il più preoccupante proprio per la sua capacità di mutare rapidamente e di acquisire geni da virus che infettano altre specie animali. Ad Hong Kong in quello stesso anno – il 29 dicembre – furono abbattuti un milione di polli.

Dall’inizio della presente epidemia nelle zone del Sud-est asiatico, l’Oms ha lanciato un allarme a tutte le istituzioni internazionali a cooperare per attuare piani e azioni preventive per ridurre il rischio di passaggio all’uomo del virus aviario. Condizione essenziale perché virus che normalmente sono ospitati da animali diventino patogenici per l’uomo è che nel processo di riassortimento acquisiscano geni provenienti da virus umani, che li rendano quindi facilmente trasmissibili da persona a persona.

Dall’inizio del 2003, H5N1 ha effettuato una serie di salti di specie, acquisendo la capacità di contagiare anche gatti e topi, trasformandosi quindi in un problema di salute pubblica ben più preoccupante.

-Nei primi mesi del 2013, un vasto focolaio di influenza aviaria H7N9 negli esseri umani si è verificato in diverse province della Cina sud-orientale;
-Diversi casi sono stati segnalati in Egitto nel 2017;19
-Un’infezione umana è stata confermata nel 2019 in Nepal.

I dati di sorveglianza indicano che molte infezioni da influenza aviaria possono causare sintomi respiratori lievi o addirittura essere subcliniche. Tuttavia, sono stati riportati casi di polmonite grave con elevati tassi di mortalità (dal 25% al 69%) per i gruppi H5N1, H5N6 e H7N9. Fonte Epicentro.

Antonietta Della Femina