Pignoramenti e rottamazione quinquies: come funziona davvero il blocco dei conti e dello stipendio

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Pignoramenti e rottamazione quinquies: come funziona davvero il blocco dei conti e dello stipendio. Il pignoramento presso terzi è uno degli strumenti più temuti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Colpisce direttamente la liquidità, bloccando conti correnti e trattenendo una parte dello stipendio o della pensione. Quando arriva la notifica, il margine di manovra sembra azzerarsi.

La rottamazione quinquies cambia radicalmente questo scenario. Dal momento in cui presenti l’istanza, la procedura di pignoramento viene sospesa per legge. Non è una concessione discrezionale. È un effetto automatico previsto dall’articolo 23 della Legge di Bilancio 2026.

Il punto chiave è capire cosa succede alle somme già bloccate. Se il pignoramento è stato notificato ma il denaro non è stato ancora assegnato all’erario, la sospensione impedisce il trasferimento. La banca o il datore di lavoro cessano l’obbligo di trattenere le somme, una volta verificata l’adesione alla definizione agevolata.

Questo significa che il tempo è decisivo. Agire prima che scadano i sessanta giorni previsti dall’articolo 72-bis del D.P.R. 602/73 può consentire di recuperare i soldi bloccati.

È fondamentale comunicare subito l’avvenuta presentazione dell’istanza ai terzi pignorati. La legge prevede l’effetto automatico, ma nella pratica la documentazione accelera la liberazione delle somme.

La rottamazione quinquies, sotto questo profilo, non è solo una misura fiscale. È uno strumento di difesa immediata della liquidità, spesso l’unica leva per evitare il collasso finanziario.