Piero Angela, martedì 16 agosto camera ardente e funerale in Campidoglio

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L’ultimo saluto a Piero Angela sarà organizzato a Roma città dove viveva da anni e dov’è morto ieri 13 agosto all’età di 93 anni.

Sarà allestita Martedì 16 agosto in Campidoglio la camera ardente, è sarà aperta dalle 11:30, mentre alle 16:00 si terranno i funerali laici, come da volontà di Angela.

Ancora non è dato sapere se ci sarà una diretta tv come è avvenuto per Raffaella Carrà e Gigi Proietti. La cerimonia sarà laica, ovvero senza messa.

La sua lettera d’Addio

“Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano”, ha scritto Angela. 

“Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia. È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato”.

L’ultima frase, forse la più toccante è quella che rivolge alle nuove generazioni e al nostro difficile Paese: “Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio. Piero Angela”.

Piccola storia poco raccontata

Piero Angela, cosi amato dal pubblico italiano, verrà ricordato per essere stato un grande giornalista, saggista e divulgatore scientifico.

Poichi forse conoscono le vicende della sua famiglia durante l’occupazione nazifascista in Italia. Il padre, Carlo Angela, nato il 9 gennaio 1875, era uno psichiatra. Durante gli anni delle persecuzioni antisemite nascose nella clinica che dirigeva a San Maurizio Canavese uomini e donne di religione ebraica, accogliendoli sotto falso nome e salvandoli dalla persecuzione e deportazione.

Li istruì su come fingersi falsi malati, facendoli passare per matti, e in questo modo li salvò.

Nel febbraio del 1944, sospettato e interrogato, rischiò di essere fucilato salvandosi miracolosamente per una serie di circostanze fortuite. Fu un personaggio dell’alta nobiltà piemontese ricoverato nella sua clinica che intervenne in suo favore presso il comandante fascista che voleva farlo giustiziare.

Tra le persone nascoste vi erano i coniugi Segre che tennero un diario rimasto nascosto fino agli ’90 e ritrovato dalla figlia e poi pubblicato da Sellerio con il titolo “Venti mesi”.

Nel 2001 Yad Vashem, l’ente che si occupa della memoria della Shoah, ha riconosciuto Carlo Angela “Giusto tra le Nazioni”, per aver salvato gratuitamente ed a rischio della propria vita, molte persone religione ebraica dal genocidio.

“Non se ne parlava in famiglia. Credo che sia una cosa tipica di chiunque abbia fatto delle gesta come le sue”: non si racconta…