Piazza del Corso, il silenzio di una città che non vuole ascoltare

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di Giorgia Valentini

Piazza del Corso è diventata un’assenza. Non solo fisica, ma soprattutto politica, culturale, sociale. È diventata il simbolo non detto di una città che si guarda allo specchio e fatica a riconoscersi. A riaccendere i riflettori, stavolta con un comunicato stampa, è Azione Politica Nocera, per voce del suo segretario cittadino ed ex consigliere comunale Gennaro Della Mura. Il tono è diretto, il messaggio inequivocabile: “Piazza del Corso dimenticata. Noi pronti a riportarla al centro”.

Una presa di posizione netta, che fotografa con lucidità lo stato comatoso di uno dei luoghi più iconici della città. Il direttivo cittadino di Azione denuncia un vuoto: non un’assenza momentanea, ma un’esclusione cronica. Piazza del Corso fuori dal cartellone estivo, tagliata fuori dalle rotte dell’intrattenimento e della cultura. Cancellata, o quasi, dall’agenda dell’Amministrazione. Eppure, fino a poco tempo fa, questa era la piazza della movida. Dall’aperitivo al dopocena, era qui che Nocera pulsava, era qui che si incontrava, si conosceva, si sognava. Ora, invece, resta il silenzio, non quello romantico delle sere d’agosto, ma quello amaro dell’abbandono.

Azione rilancia e con determinazione annuncia che è pronta a “sostenere direttamente iniziative pubbliche” per riportare vita e senso in una piazza che rischia di trasformarsi in un monumento alla disillusione. Lo fa rivendicando un diritto sacrosanto: il diritto alla partecipazione. Non cerca visibilità (forse si) – chiarisce Della Mura –ma ascolto.

Dietro il comunicato c’è purtroppo la denuncia di un corto circuito tra Amministrazione e cittadini. Un cortocircuito che ha trasformato il cuore urbano in una zona franca, dove i tavolini vuoti raccontano più dei numeri delle presenze e dove i gestori dei locali – una volta protagonisti della rinascita civica – oggi convivono con la rassegnazione. Le cause sono molteplici e ben note. Dai fatti di cronaca nera – risse tra ragazzi ubriachi, episodi di microcriminalità – fino alle ordinanze che hanno limitato la vendita di alcolici e, con essa, la libertà di iniziativa economica. Provvedimenti che, nel tentativo di arginare il caos, hanno finito per congelare tutto: anche l’energia vitale di chi lavorava onestamente.

Ma la vera piaga, quella che brucia sotto traccia, è la crisi economica. Un malessere che si annida nei “non si preoccupi” gentili dei camerieri, nei tavoli liberi nei fine settimana, nelle cucine che chiudono prima del tempo. Piazza del Corso non è più un centro: è diventata una quinta spenta, dove il rito stanco della socialità giovanile si consuma senza più mordente, né passione. Chi ha spento la luce? La politica? I cittadini? I commercianti? La verità, forse, è che tutti hanno mollato qualcosa. Ma qualcuno ora prova a riaccendere l’interruttore. E se davvero Della Mura e il suo gruppo riusciranno a trasformare la denuncia in proposta concreta, in evento, in presenza vera, allora sì: potremmo assistere a un ritorno. Un ritorno non solo alla piazza, ma a una Nocera capace di rimettere al centro ciò che conta. E a riconoscere che il cuore di una città non può battere solo quando conviene. Deve battere sempre. Anche – e soprattutto – quando fa rumore.