Piantedosi: “La morte di Aniello Scarpati è una ferita per tutto lo Stato”

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Commozione ai funerali del poliziotto morto in servizio a Torre del Greco. Il ministro dell’Interno: “Ogni sacrificio per lo Stato non sarà dimenticato”


«Ogni volta che una vita si spegne mentre si serve lo Stato è una ferita collettiva che ci spinge a riflettere». Con queste parole, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato Aniello Scarpati, l’assistente capo della Polizia di Stato morto in servizio nella notte tra sabato e domenica a Torre del Greco, travolto da un suv mentre era a bordo della volante.

Durante i funerali, celebrati a Napoli nella chiesa evangelica Adi, Piantedosi ha espresso vicinanza alla famiglia del poliziotto, sottolineando come «la legalità abbia un costo e non si difende da sola». Il ministro ha assicurato che «la presenza dello Stato sarà costante e concreta», ricordando che il sacrificio di Scarpati «non verrà dimenticato dalla comunità».

«Alla sua famiglia, alla moglie Eliana e ai figli Sharon, Daniel e Melissa, va la vicinanza più sincera delle istituzioni e di tutta la comunità – ha aggiunto Piantedosi –. Le parole possono poco di fronte a questo dolore, ma il riconoscimento espresso oggi non si esaurirà in una cerimonia: deve essere un impegno a mantenere viva la memoria e a sostenere concretamente chi serve lo Stato».

Intanto, anche a Cagliari, i carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia hanno reso omaggio all’agente scomparso con un minuto di silenzio davanti alla Questura, i lampeggianti accesi in segno di rispetto. Un gesto di solidarietà che ha unito simbolicamente le forze dell’ordine nel ricordo di un collega caduto nell’adempimento del dovere.