Piano di emergenza comunale, lettera aperta al sindaco Bottone

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Una lettera indirizzata al sindaco di Pagani Salvatore Bottone a firma del presidente dell’Associazione nazionale No Aids, Giuseppe Barone. Un intervento elaborato a seguito dei recenti eventi che hanno devastato il centro Italia e che “non possono non ricondurci ad una riflessione sui sistemi di prevenzione ed intervento per le calamità naturali ed antropiche, con particolare riguardo al rischio sismico al quale è la nostra città“.

Una lettera che solleva diversi interrogativi, a cominciare da quelli relativi al piano di emergenza comunale “previsto dalla vigente normativa in materia di Protezione Civile, per fornire una risposta efficace, adeguata e tempestiva in caso di emergenza… per razionalizzare le procedure ed ottimizzare, in tempi certi, gli interventi sul territorio“.

“Questo Comune – si legge nella lettera a firma di Barone – ha predisposto il nuovo Piano di emergenza comunale che, ai sensi della vigente normativa in materia, risponde a precise indicazioni normative e tecniche… Il Piano di emergenza comunale, previsto dalla vigente normativa in materia di Protezione Civile, è la risposta operativa ad eventi che, nell’ambito del territorio comunale, possono produrre effetti dannosi nei confronti dell’uomo, dell’ambiente e del patrimonio”.

Il Piano in questione deve, in sostanza, disciplinare tutte le misure atte a fronteggiare gli eventi in atto, previsti o non prevedibili.

“Il Sindaco, pertanto, quale massima Autorità locale in materia di protezione civile, è tenuto ad impegnarsi per garantire la tutela dei cittadini, assicurare la funzionalità o il veloce ripristino il sistema della viabilità e dei trasporti, assicurare la funzionalità o il veloce ripristino delle telecomunicazioni e dei servizi essenziali, salvaguardare il sistema produttivo locale, salvaguardare i beni culturali, garantire un rapido ed omogeneo censimento dei danni a persone, beni, infrastrutture, assicurare il coordinamento operativo locale, la continuità amministrativa e la documentazione quotidiana delle attività in fase di emergenza”.

Fondamentale, si evidenzia nell’intervento di Barone, la predisposizione di una campagna informativa articolata in due distinte fasi, quella preventiva e quella dell’emergenza.