Pezzuto e Arena, il ricordo dei sindaci di Pontecagnano e Nocera Superiore

Le parole di due sindaci giovani hanno ricordato il sacrificio dei carabinieri Pezzuto e Arena. Ecco quelle di Lanzara, sindaco di Pontecagnano Faiano.

Ricordo perfettamente quel giorno. Era il 12 Febbraio del ’92, un mercoledì, come oggi. Era una tiepida serata, ero di rientro dai miei allenamenti in piscina, un gelato con gli amici in una piazzetta popolata di persone. Faiano, un borgo, il mio quartiere. Un piccolo centro che fino a quel momento mai avrebbe pensato di vivere attimi di terrore come quelli che di lì a poco avrebbero sconvolto le vite di ognuno di noi. L’incredulità, lo spavento e poi il senso di rabbia verso chi non ha esitato un secondo a spezzare la vita di due giovani servitori dello Stato. Da quel giorno, con coraggio, Pontecagnano Faiano, ricorda il sacrifico dei Carabinieri Claudio Pezzuto e Fortunato Arena. Paolo Borsellino, vittima di mafia, diceva: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”

E’ intervenuto anche Cuofano, sindaco di Nocera Superiore, città che ha ospitato gli ultimi anni di vita di Arena e che ora ne ospita il corpo sepolto nel cimitero cittadino.

Nel ricordo commosso di Fortunato Arena e Claudio Pezzuto, i carabinieri barbaramente uccisi 28 anni fa a Pontecagnano, rinnoviamo il nostro pensiero a chi ha sacrificato la sua vita nel compiere, da uomini straordinari nella loro normalità, il proprio dovere.Il loro esempio deve continuare a vivere nei nostri comportamenti quotidiani, nel nostro modo di essere normali in un tempo in cui la normalità viene vista come eccezionalità, quando piuttosto sono i valori che ispirano la nostra vita a renderci semplicemente persone migliori ed esempi giusti per i più giovani.