Accadde oggi…23 anni fa l’alluvione di Sarno, che strappò via la vita a 161 persone
L’evento
Tra il 5 e il 6 maggio 1998 le aree urbane campane di Sarno (SA), Siano (SA), Quindici (AV) e San Felice a Cancello (CE), furono colpite duramente da un movimento franoso: le coperture terrigene del Monte Alvaro come quelle degli altri monti che bordano la Piana Campana, sono costituite prevalentemente da piroclastiti a scarsa coesione e detrito alluvionale, rimaneggiati a valle dai fiumi come il Sarno. La pioggia incessante – causata da una circolazione di bassa pressione che dalle Baleari si spostò gradualmente verso l’Italia – ha appesantito le coperture terrigene e quando il peso è diventato eccessivo per essere sostenuto dall’acclività del pendio, la massa è venuta giù finendo in pochi secondi sull’abitato (fonte: 3b meteo).
- Alle ore 15:00 del 5 maggio, si staccò la prima frana dal monte Pizzo d’Alvano, che sfiorò gli abitati sottostanti: di ciò la prefettura di Salerno fu avvisata solo verso le 16:30
- Alle 17:00 iniziarono a scivolare a valle diverse frane e colate di detriti che travolsero Sarno e le località vicine; nel contempo arrivarono notizie di una frana anche a Siano, poi a Quindici ed in seguito nella frazione Episcopio di Sarno che fu completamente distrutta
- Tra le 23:31 e la mezzanotte del 6 maggio, una frana di vastissime dimensioni travolse nuovamente Sarno, invadendo l’ospedale Villa Malta e seppellendo sotto al fango due medici, tre infermieri, il portiere dell’ospedale e cinque pazienti (tra cui due bambini).
I primi elicotteri potettero sorvolare la zona solo dopo le 6:00.
137 morti a Sarno, 11 morti a Quindici, 7 morti a Bracigliano, 5 morti a Siano, 1 morto a San Felice a Canccello: questo l’amaro bilancio; padri, madri, figli, amici, conoscenti strappati via dalla loro vita: tra le vittime ci fu anche il soccorritore, il vigile del fuoco Marco Mattiucci, a cui – per l’eroismo – fu attribuita la medaglia d’oro al valor civile.
Il dopo?
Furono aperti alcuni procedimenti penali verso esponenti dell’amministrazione cittadina di Sarno, volti all’accertamento di eventuali responsabilità: il 5 maggio del 2010 il sindaco Gerardo Basile, inizialmente giudicato non colpevole in merito all’accusa di omicidio colposo plurimo nei primi due gradi di giudizio, si è visto annullare la sentenza d’appello dalla Corte di Cassazione. Questo giudizio – motivato dalla condotta “passiva” del sindaco – ha rinviato il giudizio alla Corte d’appello di Napoli per un nuovo processo. Nel dicembre 2011 la Corte d’appello condanna Basile alla pena di anni cinque di reclusione, confermata in Cassazione nel 2013 (Cass. pen., sez. III, n. 19507/2013).
L’oggi?
«L’anno scorso, Francesco Peduto (Presidente del Consiglio Nazionale dei geologi), in occasione del 22esimo anniversario dall’alluvione: “Oggi c’è una maggiore percezione dei rischi, tanti interventi nel Paese sono stati eseguiti e grazie alla normativa di settore emanata in seguito a quei drammatici eventi, è stato possibile definire le aree a rischio in tutto il territorio nazionale e pianificare il possibile utilizzo delle stesse”. A distanza di oltre due decenni, Italia resta però un Paese fragile dal punto di vista del dissesto idrogeologico: “In un Paese dove circa il 91% dei comuni presenta aree a rischio più o meno elevato, che detiene il poco invidiabile record del numero di frane di tutto il continente europeo – oltre 700 mila, circa l’80% del totale – molto resta da fare, soprattutto in termini di azioni concrete di mitigazione e gestione dei rischi, individuati attraverso la realizzazione di interventi strutturali e non strutturali, il presidio e il monitoraggio del territorio ed una sua seria e continua manutenzione”.
(…)
I geologi da tempo evidenziano la necessità di un Piano straordinario di mitigazione del rischio idrogeologico per frane, alluvioni ed erosione costiera, basato su interventi sia strutturali sia non strutturali.
(…)
Se le frane di Sarno hanno costituito un punto di svolta nell’approccio alle problematiche della difesa del suolo e della mitigazione dei rischi geologici, l’auspicio è che questa nuova emergenza possa determinare un cambio di passo per completare il percorso iniziato nel 1998. Piani e programmi per la ripresa economica, però, vanno definiti sin da ora e senza indugi, predisponendo gli strumenti necessari che consentano l’immediato avvio di investimenti non appena terminata l’emergenza, sperando che, anche in questo caso, come è avvenuto in passato in altre occasioni difficili, il Paese sappia dare il meglio di sé”.»
(Comunicato stampa – Sarno, 4 maggio 2020 – cngeologi.it)
La commemorazione, oggi
Il programma, nel rispetto delle norme antiCovid, prevede – nella giornata di oggi – alle ore 12.00 la messa a dimora di alberi in Piazza 5 Maggio donati dal Rotary Club di Nocera Inferiore-Sarno; alle ore 19.00, nel Duomo di Episcopio, il parroco don Antonio Calabrese celebrerà la Santa Messa in suffragio delle vittime; alle ore 20.00, il Sindaco Giuseppe Canfora in Viale Margherita, deporrà una corona di fiori sulla statua che ricorda le vittime della frana.
Per non dimenticare…il servizio datato 2018 della giornalista Rossella Liguori per “Il Mattino”
Antonietta Della Femina

