Pelli sintetiche e corpi mutanti: quando l’arte incontra la moda alla Salerno Design Week

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Vernissage: 23 maggio ore 19 presso Studio Opera, via Torretta 4.

di Marco Visconti

C’è un filo sottile, quasi impercettibile, che unisce arte e moda. A volte è un nodo stretto, altre volte una carezza trasparente. È proprio da quel filo che prende forma il progetto nato dalla collaborazione tra l’artista Max Coppeta e il brand Anatomie di Sergio Voria, presentato in anteprima alla Salerno Design Week 25: un evento che si fa incubatore di visioni e luogo di rigenerazione estetica e sociale.

Il punto di partenza è l’“impugnatura”, la cifra stilistica ideata da Anatomie nel 1997: una forma che non è solo funzione, ma memoria tattile del corpo umano, con un’attenzione particolare alla mano, strumento primario di creazione e relazione. È lì che Coppeta entra in scena, con un gesto quasi chirurgico, incidendo la materia, svelandola, smontandola per riscriverla. La pelle, materiale vivo, diventa superficie di narrazione. Un accessorio si trasforma così in corpo mutante, un ibrido tra artigianato e sperimentazione, dove la forma è sempre in divenire.

Il risultato è un’opera che non si limita a vestire, ma racconta. Ogni pezzo è unico, irripetibile, irriducibile alla serialità del mercato. In un mondo dominato dalla produzione di massa, la collaborazione Coppeta–Anatomie è una dichiarazione di poetica: sottrarsi alla replica, riscrivere l’identità. La moda, qui, non è più estetica da vetrina ma atto di resistenza, territorio di libertà espressiva.

La Salerno Design Week fa da cornice a questa rivoluzione gentile. Promossa da Confindustria Salerno, la manifestazione è un laboratorio di trasformazione urbana e culturale, che mette al centro la bellezza come leva di rinascita. Non solo Salerno, ma l’intero territorio: i borghi, le periferie, i luoghi dimenticati diventano spazio di possibilità, grazie a un approccio inclusivo, trasversale, capace di unire design, arte, artigianato e innovazione.

Coppeta e Voria raccontano un presente da sovrascrivere, con una nuova grammatica delle forme. Il loro è un lessico fatto di pelle sintetica e trasparenze, cuciture invisibili e gesti consapevoli. È un’arte che non sta ferma, che si muove sul corpo e con il corpo, riscrivendo identità, tra passato e futuro. Un modo diverso di guardare e di toccare il mondo.