I bambini dormono meno, parlano meno, si muovono meno. E vivono più soli e ansiosi. È il prezzo silenzioso dell’esposizione precoce agli schermi digitali, ormai parte della quotidianità familiare sin dai primi anni di vita. A lanciare un nuovo e deciso allarme è la Società Italiana di Pediatria, che ribadisce: rimandare l’ingresso dei bambini nel digitale è un investimento essenziale per la loro salute fisica, cognitiva ed emotiva.
Le evidenze scientifiche raccolte dalla SIP parlano chiaro. Bastano trenta minuti al giorno di tablet o smartphone sotto i due anni per raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio. Tra i tre e i cinque anni, un’ora di schermi riduce il sonno di almeno quindici minuti. Oltre cinquanta minuti quotidiani aumentano il rischio di ipertensione pediatrica, favorendo sedentarietà, sovrappeso e obesità. Numeri che mostrano come la questione non sia marginale, ma centrale nello sviluppo dei più piccoli.
Il tema è tornato sotto i riflettori durante gli Stati Generali della Pediatria 2025, dedicati proprio al “bambino digitale”. La SIP ha presentato in Senato una revisione rigorosa della letteratura internazionale: oltre 6.800 studi analizzati, 78 valutati nel dettaglio per comprendere l’impatto di smartphone, videogiochi, tablet e social media sulla salute mentale e fisica dei minori. Il risultato è un documento di raccomandazioni più restrittivo rispetto al passato, che invita a limitare l’accesso autonomo al web prima dei tredici anni e a rimandare lo smartphone personale all’inizio della adolescenza.
La pandemia ha accelerato un fenomeno già in crescita. Durante lockdown e isolamento, i bambini hanno trascorso dalle quattro alle sei ore al giorno davanti agli schermi, raddoppiando il tempo digitale rispetto al periodo pre-Covid. Le abitudini acquisite in quel periodo sono rimaste, spinte anche da smart working e didattica digitale, che hanno trasformato lo schermo in una presenza costante nelle case.
Per tutelare lo sviluppo, i pediatri ribadiscono alcune regole fondamentali: nessun uso degli schermi sotto i due anni, massimo un’ora al giorno tra i due e i cinque anni, non oltre due ore negli anni successivi, sempre con la supervisione di un adulto. È necessario evitare tablet e smartphone durante i pasti e prima di dormire, favorendo attività all’aperto, gioco creativo e lettura.
L’età pediatrica è una fase di grande vulnerabilità. L’esposizione precoce può alterare l’attenzione, l’apprendimento, il linguaggio e la regolazione emotiva. Non si tratta solo di sonno e comportamenti: studi di neuroimaging mostrano modifiche nelle aree cerebrali responsabili della concentrazione e della comprensione. L’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, aumentando la deprivazione cronica di sonno. Un uso eccessivo dei social media è legato a maggiore ansia, depressione, isolamento e perdita di autostima. La dipendenza da videogiochi può interessare fino al 10% dei ragazzi, mentre l’uso problematico dello smartphone può coinvolgere un giovane su cinque.
A crescere sono anche rischi meno evidenti, ma sempre più diffusi: affaticamento visivo, miopia precoce, cyberbullismo, esposizione a contenuti violenti e pornografia online. Fenomeni che colpiscono anche bambini sotto i tredici anni, privi degli strumenti per comprendere e filtrare ciò che vedono in rete.
La famiglia resta il primo presidio educativo. I bambini imitano ciò che osservano: se gli adulti vivono costantemente con lo smartphone in mano, difficilmente i più piccoli apprenderanno un uso equilibrato del digitale. La SIP ricorda che ogni ora trascorsa davanti allo schermo sottrae tempo al gioco libero, alla socialità, allo sport e alla creatività, elementi essenziali per un sano sviluppo emotivo.
La tecnologia non è un nemico, ma deve entrare nella vita dei bambini al momento giusto. Serve un’alleanza tra genitori, scuole, istituzioni e operatori sanitari per guidare i minori in un uso consapevole degli strumenti digitali. La vera sfida non è eliminare gli schermi, ma insegnare a usarli senza sostituire il mondo reale. Restituire ai bambini tempo, movimento, relazioni e silenzio significa proteggere il loro futuro.

