Passo dopo passo si può vivere bene

“Se cammino vivo” il titolo forte scelto per il Convegno svoltosi ieri sera nell’Aula consiliare di Nocera Inferiore per scegliere di cambiare lo stile di vita presentato come il vincente in una società moderna.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune, ha visto la collaborazione di più associazioni (Montagna Amica, Insieme per Rinascere, Arci Uisp, A.I.L.M.A.G.) con la finalità di esortare la collettività a riflettere sulle abitudini, spesso sbagliate, che si acquisiscono inconsapevolmente e che possono ripercuotersi pericolosamente sullo stato di salute dei cittadini.

L’accorata testimonianza di Mario Zito, volontario Federtrek Av, rimarca la risposta data alla malattia quando si è presentata, che lo ha spinto a optare per un atteggiamento combattivo che si è concretizzato con la voglia di camminare all’aria aperta; l’incontro con l’Associazione “Montagna Amica” ha reso possibile l’inizio di un cammino esemplare che ha rappresentato la stampella a cui aggrapparsi nel momento della difficoltà.

Alla cura prevista dalla medicina, che è sempre la strada principale da seguire, si è aggiunta quella dell’anima che prevede la condivisione di un momento critico, quello della gestione della malattia, con un gruppo di persone attraverso la sperimentazione, altrimenti impossibile, di passeggiate in montagna.

Le escursioni afferma Giovanni Stile, Presidente della suddetta associazione, sono possibili perché “le nostre zone offrono la possibilità di sperimentare la montagna”, basta pensare a Montalbino, rendendola accessibile a tutti.

L’Associazione negli anni scorsi ha rivolto l’attenzione a coloro che presentavano disabilità motorie con l’utilizzo della joelette, una specifica carrozzina costruita in Francia, che ha permesso di coniare il motto dell’associazione: “Camminare al passo del più lento”.

Lo psico-oncologo Giandomenico Torre ha illustrato i motivi che giustificano gli effetti positivi sullo stato dei malati di tumore e non quando esplicano un’attività che comporti il camminare: la terapia della luce stimola l’equilibrio psico-fisico degli individui; il camminare è paragonabile all’esercizio della “filosofia” mindfulness (meditazione); fa sentire vivi; aumenta l’autostima; calma stati ansiogeni e iperattivi; consente di sintonizzarsi sui suoni della natura e rende possibile la riscoperta del silenzio; regolarizza la respirazione e permette il rilassamento fisico, emotivo e mentale; realizza l’esercizio della volontà; attiva la resilienza.

La Dott.ssa Giusy Colaps, biologa molecolare e nutrizionista, ha tenuto a sottolineare l’importanza di avere la consapevolezza di quanto sia realistico incidere sulla qualità della vita.

L’insorgenza di un tumore è per l’80-85% ascrivibile a fattori ambientali e solo per il 5-10% alla genetica, e quest’ultima indica la probabilità di sviluppare una forma di malattia.

I dati mostrano che la prevenzione vince la malattia, lo screening diagnostico, l’alimentazione corretta e il movimento sono la base su cui orientare gli atteggiamenti auspicabili.

Lo pneumologo Alfonso Schiavo ricorda che la definizione del termine “salute”, non indica solo l’assenza di malattie ma una più ampia gamma di aspetti.

Nel 1986 le Nazioni Unite indicarono i fondamenti per generare lo stato di salute e tra questi fu indicata la Pace sociale, accanto si delinearono i determinanti della salute, tra cui il lavoro, lo stile di vita che comprendeva anche l’attività fisica, capace del dispendio di energia che si traduce in una diminuzione della mortalità.

La sedentarietà fa male e incide pesantemente sull’aspettativa di vita più di quanto si possa immaginare.

Vivere bene vuol dire calibrare quei comportamenti che l’epoca contemporanea impone, e imparare a valutare cosa realmente rappresenti il bene e il male rivalutando spazi e ritmi dimenticati.