L’ordinanza del Gip che ha rigettato la misura carceraria per Domenico Senatore parla chiaro e pone sotto i riflettori alcune carenze d’indagine. Il giudice terzo si è basato essenzialmente su sommarie dichiarazioni di persone informate dei fatti. Nessuna foto dei luoghi, niente perizia e foto dell’auto incidentata. Per il Gip, l’opera investigativa ha determinato “scarni elementi su una dinamica tutta da ricostruire. L’investimento è anomalo, con l’andamento dell’auto incerto in quei momenti concitati, fino alla collisione e definitivo arresto”. C’è bisogno per il gip di ulteriori e probanti verifiche rigorose. Solo se “si dimostrasse l’intenzionalità della condotta, ovvero la consapevolezza da parte del guidatore che Fabrizio Senatore era sotto l’auto, allora l’omicidio apparirebbe configurabile”. Insomma la vicenda di via Fiuminale non è affatto terminata. Anzi è solo all’inizio.

