Pasquale Aliberti: “Non ho commesso abusi edilizi. A Scafati c’è il regime”

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Scafati. “Volevo rassicurare i miei amici, quelli più affettuosi che mi hanno chiamato per chiedermi se avessi avuto bisogno di una casa.“, comincia così il video di Pasquale Aliberti che, ricorrendo perfino a citazioni letterarie, prova a spiegare il motivo per cui si è parlato di ruspe a casa sua.

Un sopralluogo effettuato nel mese di novembre 2019 aveva rilevato presso l’abitazione dell’ex sindaco alcune difformità edilizie che si sono successivamente tradotte in un’ordinanza di demolizione e di ripristino dei luoghi, emessa dall’architetto D’Amico e pubblicata sull’albo pretorio un paio di giorni fa.

Pasquale Aliberti parla di “persecuzione“: “Per essere un uomo libero bisogna combattere perché qui a Scafati ormai c’è un regime. C’è un’amministrazione che vuole instaurare un regime… vogliono portarci a vivere come nel romanzo di Orwell ‘1984’. Noi reagiamo.

Dichiara, sempre nel video, di non avere commesso alcun abuso edilizio in quanto la sua abitazione è stata dissequestrata da un Pubblico ministero. Spiega inoltre che il Comune ha sequestrato il sottoscala della sua dimora che sarebbe, a suo dire, un vuoto nato da due rampe di scale che portano al primo piano e che la Procura aveva già valutato non essere abusivo.
“Mi hanno detto che avevo commesso un abuso perché sul mio terrazzo mancavano le piante che fanno parte di un pergolato perché sono venuti a novembre. Le piante erano lì, erano appassite. Mi hanno contestato che sulla concessione edilizia, dove c’è la cameretta di mio figlio, doveva esserci la cucina” e chiede: “Quale concessione edilizia se non l’avete?

“Faremo accesso agli atti non farò alcun ripristino perché sono nel giusto e lo dimostrerò davanti al Tar. Siamo in un regime. Siamo davanti a una pura persecuzione per zittire l’uomo, l’intelligenza degli uomini che non sarà mai zittita“. Conclude: “Ci vedremo in tribunale, ci vedremo al Tar e vedremo chi ha ragione.