Giunge in ospedale per un aneurisma cerebrale, la sottopongono ad un intervento chirurgico ma qualcosa non va per il verso giusto. E così, la rioperano di nuovo.
Con la risultante che resta sulla sedia a rotelle.
Sarà probabilmente il giudice a stabilire le responsabilità di una vicenda successa circa due anni fa al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.
Come racconta il quotidiano La Città oggi in edicola, una donna di 51 anni, infatti, arrivò al Pronto Soccorso dell’ospedale salernitano in preda ad un aneurisma cerebrale. Le sue condizioni, da subito apparse molto gravi, indussero i medici a portarla in sala operatoria per l’apposizione del clipper, un dispositivo che avrebbe dovuto bloccare l’aneurisma. Caso volle, però, che l’equipe medica del reparto di neurochirurgia probabilmente sbagliò tutto: il clipper, infatti, risultò posizionato in un punto diverso da quello previsto dai manuali medici, con l’effetto, purtroppo, di maggiori danni piuttosto che benefici.
La signora fu sottoposta subito ad un secondo intervento, volto al “riparo” del danno. Nemmeno questo è andato a buon fine, anzi la signora si è ritrovata senza poter più usare le gambe. Due interventi di fatto invalidanti che la stessa 51enne ha scoperto solo dopo essere uscita dall’ospedale, richiedendo come da prassi la cartella clinica.
Da lì, il sospetto che l’ischemia che le aveva fatto perdere l’uso delle gambe poteva avere, come causa, un difetto nell’intervento. La donna presentò subito denuncia, e si avviarono le indagini. Secondo i consulenti nominati dalla Procura, le due equipe mediche che operarono nel giugno del 2015 avrebbero sbagliato entrambe. Se la prima equipe avrebbe sbagliato nell’apposizione del clipper per evitare il flusso di sangue nella zona colpita dall’aneurisma, la seconda invece probabilmente operando avrebbe ulteriormente favorito l’ischemia. La donna, purtroppo, ha perso l’uso delle gambe per sempre.
E ora, tutto potrebbe arrivare sul tavolo del giudice.

