Papa Francesco telefona a don Michele, il parroco napoletano ideatore dei “rave” cristiani

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Oramai è abitudinario alle sue chiamate fuori istituzionali, mentre chi risponde dall’altro capo del telefono crede al solito scherzo: Pronto, sono il Papa, non è uno scherzo, sono Papa Bergoglio.

La voce è quella di Bergoglio inconfondibile, eppure don Michele Madonna ci ha messo un po’ per crederci. Non si sarebbe mai aspettato una telefonata dal Vaticano il parroco del quartiere di Montesanto, con un passato da dj e un presente da organizzatore di rave in cui si balla e si prega.

Con la voce allegra e piena di curiosità il Papa gli ha detto: «Bravo, come fa a parlare a tanti giovani?». Perché il sacerdote, di 48 anni, ormai è una celebrità tra i ragazzi. Alle sue feste in un quartiere difficile di Napoli, come Montesanto, partecipano più ragazzi di quanti se ne trovano in un locale alla moda. A loro dal palco, con alle spalle luci da concerto rock, il prete parla di Dio: «Io avevo una discoteca mia e una ragazza, ma non ero felice. Se vi dicono che non valete niente non gli credete. Voi siete un’opera d’arte». 

Don Michele Madonna nato nel 1974, è diventato sacerdote a 30 anni. Figlio del proprietario di una discoteca, fino a 23 anni ha fatto il dj e ora rivolge ai giovani e ai ‘lontani’ molte iniziative pastorali fuori dagli schemi tradizionali, come le confessioni svolte lungo le strade del quartiere, proprio per andare incontro a coloro che non frequentano abitualmente la chiesa, noto per le sue innovative attività di pastorale giovanile come il “rave” di un mese fa cui hanno partecipato centinaia di ragazzi, ballando tutta la notte musica cristiana remixata in chiave disco alternata con momenti di preghiera comunitaria.

Al telefono don Michele ha chiacchierato di questo con il Papa. Una conversazione confidenziale. Tante le curiosità del Pontefice su quanto accade nella comunità di Santa Maria di Montesanto. Ai giovani si rivolge don Michele, che li va a cercare per confessarli in strada. Perciò il Papa, prima di chiudere, aggiunge: «Mi raccomando, mi tenga informato». La telefonata è avvenuta giovedì 4 agosto, ma don Michele – attivissimo sui social non ha voluto finora raccontare in pubblico l’episodio, trapelato oggi dalla ristretta cerchia di collaboratori che ne sono venuti a conoscenza. Un segreto così, però, è proprio difficile da mantenere.

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