Traffico di droga dalla Spagna all’Italia: il tribunale distribuisce 55 anni di carcere. Si chiude lo stralcio del «romanzo criminale» ambientato tra Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino. Queste le condanne: 16 anni per Vincenzo Greco; 15 per Biagio Daniele; 5 anni e 10 mesi per Alfonso Greco: 4 anni e 6 mesi per Andrea D’Elia; 2 anni per Gennaro Attianese; 4 anni per Franco Ferraioli; 2 anni per Giovanni Sorrentino; 2 anni e 8 mesi per Luciano Spinelli e Maria Milano; 4 mesi per Adreina Principale. Assolto Gianfranco Napodano, mentre non si procederà per Marco Sorrentino, già processato per fatti simili. Fu un blitz del 2011, con l’ausilio di quasi 120 carabinieri impegnati contro i vertici del clan Greco-Sorrentino, a far emergere i contorni di un gruppo criminale dedito alla gestione del traffico di droga e delle estorsioni nell’Agro nocerino sarnese. Il periodo di riferimento delle indagini andava dal 2003 al 2008. Nella sua requisitoria, il pm dell’Antimafia, Maurizio Cardea, aveva chiesto 68 anni di condanne. Gli inquirenti avviarono le indagini nel luglio 2010, quando il 35enne Adriano De Risi, personalità importante e impegnata in un giro di spaccio con contatti nel napoletano e in Spagna, fu ucciso e sepolto in un terreno di campagna. Un pestaggio che sfociò in violenza brutale e poi, in morte. I carabinieri individuarono i responsabili per poi verbalizzare anche le prime confessioni, come quella di Alfonso Greco, del padre Vincenzo, alias “O’ zombie” e infine, di Giovanni Sorrentino, componente della famiglia e del clan.
Sono proprio quelle collaborazioni ad aprire uno squarcio criminale fatto di vendette, armi, droga, rapporti familiari, forniture di cemento ai cantieri e persino, di controlli sulle aste giudiziarie nel tribunale di Nocera Inferiore. Il tutto, con il vincolo dell’associazione a delinquere di stampo camorristico. Il periodo di maggiore forza per il gruppo dei Greco-Sorrentino dura fino al 2008, con rapporti e collaborazioni di alto tasso criminale, come i canali tenuti con fornitori del calibro degli Scissionisti di Secondigliano, i Tamarisco di Torre Annunziata e il gruppo di Sandro Contaldo, a Pagani. Il blitz portò a 24 arresti, con posizioni stralciate a seconda delle accuse e dei profili coinvolti. Quello di ieri, verteva sull’acquisto e consegna di chili di cocaina e hashish dalla Spagna.
Uno dei carichi di maggiore rilievo fu quello da cinque chili, pagato 225 mila euro in contanti e destinato al territorio del napoletano e dell’Agro. Nel blitz, finì coinvolto anche un tenente dei vigili urbani di Nocera Inferiore, Andrea D’Elia, che per l’Antimafia avrebbe acquistato dal clan, con cadenza bisettimanale, 100 grammi di cocaina. Il tribunale ha disposto per lui anche l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. A parlare dell’agente in una lettera il pentito Matteo Principale, che rivelò che nel 2010 D’Elia si sarebbe recato a casa dei Greco per acquistare grossi quantitativi di droga. Per il resto del gruppo, vi erano anche interessi nella gestione del gioco d’azzardo, oltre che per attività di usura ed estorsione. A far da sfondo la violenza, utilizzata per eliminare concorrenti nei lavori di movimento terra a S. Egidio o per gestire club privè, dietro pagamento di tangenti per il prosieguo delle attività.

