Pagani. Vicenda dipendenti comunali, il diktat: “Incontri a breve o stato di agitazione”

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Una serie di consultazioni e riunioni per ripristinare la normalità, con date di incontro con gli esponenti di Palazzo San Carlo da fissare in tempi brevi. In caso contrario, stato di agitazione. 

È questa in sintesi la decisione presa nel corso dell’assemblea dei dipendenti comunali tenutasi stamane all’aula consiliare di via Pittoni. L’incontro è durato circa due ore, e ha visto la presenza di dipendenti comunali nonché delle rappresentanze sindacali. Complessi i punti da discutere: mancata corresponsione degli arretrati 2016-2017 del nuovo CCNL 2016 / 2018, produttività annualità 2016  e 2017 nonché problematiche varie ed eventuali del personale. 

Nel vertice sono emerse le difficoltà inerenti il sovrannumero di dipendenti in alcuni uffici e la scarsità di questi in altri; ancora, difficoltà di organico per il personale di Polizia Municipale nonché per gli uffici demografici. Sotto i riflettori anche numerosi contratti non adeguati secondo le nuove normative.

Insomma, numerose criticità che sembrerebbero più volte emerse nel tempo ed esposte anche agli amministratori ma con un sistematico nulla di fatto. Le incertezze, stamattina, sono state tante, così come tante le opinioni sul da farsi.

La prima idea ha riguardato lo stato di agitazione. Un segnale forte su cui la sindacalista Lucia Pagano ha subito espresso le sue perplessità: “siamo a ridosso dell’estate – le sue parole – rischiamo di non concludere niente, di arrivare a settembre e di restare così per i mesi anche di luglio ed agosto”. La riflessione della Pagano ha trovato concordi molti degli esponenti dell’assemblea, che hanno preferito adottare una misura più morbida seppur chiara è netta: rimandare al mittente ogni accusa di “irresponsabilità” ed attuare una serie di incontri a breve termine per definire le questioni. “Non è solo una questione economica – le parole di alcuni dei presenti – quanto anche burocratica. Troppe volte le problematiche sono state espresse ma mai affrontate e risolte, stavolta bisogna agire. È giusto dare la disponibilità agli incontri ma un segnale va dato. Un primo traguardo lo abbiamo raggiunto: era da parecchio che non ci si riuniva per discutere delle difficoltà dei nostri uffici. Ora, staremo a vedere: se le cose dovessero andare male, ci riuniremo di nuovo e daremo vita allo stato di agitazione”.