Tentarono un’estorsione nei riguardi del titolare di una scuola paritaria a Pagani e poi, a quello di un negozio di giocattoli a Nocera Inferiore. Ieri il gup di Salerno li ha condannati rispettivamente a tre anni e otto mesi (Giuseppe Passante) e quattro anni (Antonio Fiore). I fatti risalgono al novembre 2015, quando entrambi cercarono di estorcere denaro ai titolari delle due attività. Furono entrambi arrestati, dopo alcuni mesi di indagine, dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno, dietro coordinamento dell’Antimafia. Al titolare della scuola paritaria, fu chiesta la cifra di 10.000 euro, “in cambio di protezione”. La richiesta di pizzo fu successivamente avanzata anche nei riguardi di un commerciante di Nocera Inferiore. Con un primo tentativo andato a vuoto e il secondo, commesso in forma più diretta, con l’obiettivo di convincere il commerciante a sborsare i soldi. Quel contante che, stando alle indagini condotte dalla Dda, serviva ad uno stato di necessità e difficoltà economiche che i due avrebbero attraversato. Le vittime furono sentite dai carabinieri, che dopo aver verbalizzato la descrizione e gli aspetti degli incontri, avviarono contestualmente le indagini. Entrambi interessati da precedenti, Passante e Fiore furono ritenuti – secondo sentenze del passato – sodali o comunque legati all’ex clan di camorra di Sandro Contaldo. Insieme ai due, c’era anche una terza persona, giudicata separatamente. La sentenza è stata emessa dal gup del Tribunale di Salerno, con rito abbreviato. Antonio Fiore e Giuseppe Passante erano difesi rispettivamente dagli avvocati Giuseppe Buongiorno e Pierluigi Spadafora. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna per entrambi a 7 anni di reclusione.

