E’ stata un’occupazione pacifica quella avvenuta questa mattina al Comune di Pagani, da parte di un gruppo di dipendenti della Telis srl i quali, rappresentati da Giuseppe Petti di Finl Cisl, hanno ancora una volta chiesto l’aiuto delle istituzioni per avere risposte in merito alla situazione della cassa integrazione e sulle sorti dell’azienda specializzata nel montaggio e nella distribuzione dei contatori dell’elettricità di via Filettine che conta 60 operai rimasti senza lavoro. Ad ascoltare l’ennesima richiesta di aiuto è stato il Presidente del Consiglio Antonio Donato: dalla Regione sono arrivate rassicurazioni su un nuovo incontro, previsto oggi alle ore 18, tra l’assessore Regionale al Lavoro Sonia Palmieri e il Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro. I dipendenti della Telis sono ancora in attesa non solo per la cassa integrazione in deroga relativa al periodo Aprile/Maggio 2015, ma anche per pagamenti relativi al periodo di crisi aziendale e al definitivo fallimento della società.
“Questa è una storia infinita – ha dichiarato il sindacalista Pepe – Siamo alla ricerca di un uovo imprenditore che possa risollevare le sorti della Telis. Questa vicenda, che ormai si trascina da anni, è diventata insostenibile perché ci sono 60 persone che aspettano ancora la retribuzione di una cassa integrazione relativa ad aprile/maggio 2015, quindi, è da almeno 8 mesi che non percepiscono un solo euro”.
Pepe non perde l’occasione per raccontare quanto successo in Piemonte, dove i lavoratori hanno avuto l’erogazione per la cassa integrazione direttamente dalla Regione: “Quanto accaduto in Piemonte va in contrasto con la nostra situazione. Per questo facciamo un appello a chi deve impegnarsi per questa situazione. Stiamo portando avanti trattative al Ministero perché Pagani, a differenza degli altri siti produttivi del gruppo Telis, ha una commessa che sarebbe lavoro per altri tre anni. Eppure, nonostante ciò l’azienda è stranamente fallita e non riusciamo a riallocare il lavoro assegnato. Stiamo dunque mettendo fretta al Ministero per emettere un bando per l’acquisizione di questo stabilimento perché ci sono in palio enormi risorse lavorative”.
Infine viene ricordato quanto emerso durante l’ultima riunione avuta a Palazzo San Carlo in presenza del sindaco Salvatore Bottone: “In una riunione di qualche mese fa, il sindaco Bottone ci aveva detto che qualora ci fosse stato l’interessamento di un nuovo imprenditore allo stabilimento ex Fatme, l’amministrazione avrebbe messo a disposizione dei suoli per farlo affrancare dal pagamento del fitto che attualmente si paga all’interno dello stabilimento. Le condizioni ci sono ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti!”
E intanto, sindacalisti e dipendenti continuano a lottare con il fiato sospeso e la tensione a mille.
