PAGANI, “TAKE-AWAY” DELLA DROGA E NESSUN AIUTO AMBIENTALE, LE PAROLE PESANTI MA GIUSTE DI CENTORE

I dettagli dell’azione militare sono noti, la conferenza di stamattina in Procura a Nocera li ha esemplificati, ponendo in primo il lavoro di indagine del magistrato, dei carabinieri di livello distrettuale e di quelli della Tenenza di Pagani. Ma le parole del procuratore della Repubblica Antonio Centore fanno riflettere parecchio. Tutti sapevano e vedevano quel che accadeva, persino davanti alle scuole, ma nessuno c’ha segnalato movimenti, abbiamo dovuto fare da soli, provengo da altre esperienze, a Salerno non era così – sottolinea Centore – le segnalazioni arrivavano. A Pagani nessuna collaborazione, anzi, non voglio arrivare a dire ostilità ma ci siamo vicini. Centore, oltre al nome scelto per l’operazione Bora, aggiunge TAKE-AWAY, una sorta di eterno distributore non di cibo ma di droga d’asporto, alla luce del sole. L’organizzazione era addirittura superiore e meglio ramificata rispetto ad altre inchieste da call center della droga. Pagani e altre città dell’Agro sapevano alla perfezione come, dove e da chi rifornirsi.Organizzazione con turni precisi. Il primo iniziava ogni giorno alle 13 e terminava alle 20, il secondo partiva alle 20 e nei fine settimana arrivava fino alle 2 o 3 di notte. La punta dell’iceberg – definizione in conferenza stampa – e questo lascia intendere quanto sia esteso il fenomeno e di che rilevanza siano i guadagni. Nel caso del gruppo individuato e arrestato, si parla di 2mila euro al giorno, quindi di 60mila euro al mese. L’indagine è stata blindata per costruire una roccaforte probatoria che gli inquirenti definiscono difficile da smontare nei processi che seguiranno, qui si tratta di droga reale, non di parlata, ovvero virtuale. L’altro aspetto, quello che piace da sempre a Centore, va approfondito con altri organi e con altri mezzi, soprattutto con inchieste specifiche, riguardanti dove vanno a finire i soldi, chi arricchiscono e cosa finanziano. Centore, nelle sue precedenti esperienze, è sempre stato attento all’aspetto in questione, che parte dalla droga e arriva al riciclaggio dei proventi. Ma oggi si trattava, appunto, di costruire e blindare la roccaforte probatoria di un fenomeno non solo criminale ma sociale, riguardante gente di varia età ed estrazione. Il procuratore non ha mancato di sottolineare l’accresciuto potenziale della Procura nocerina grazie all’arrivo di magistrati giovani e con parecchia voglia di lavorare, pronti e operativi in ogni momento della giornata, pronti sempre al collegare l’autorità giudiziaria con le forze dell’ordine per qualsiasi dubbio o suggerimento operativo. Nuovo slancio sottolineato dai numeri. A fine 2016 c’erano 15 mila procedimenti tra giacenti e poco mobili, ora siamo a 5 mila senza alcun immobilismo, anzi con costanza di impegno e di risultati raggiunti.