Pagani. Scenari pagani 28 – Up patriots to arms

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Venerdì 6 febbraio alle 20.45 al Teatro S. Alfonso tocca alla Compagnia dei Ragazzi di Casa Babylon Teatro in “Non vi accorgerete di nulla”. Continua la rassegna “Scenari pagani 28 – Up patriots to arms”. Questa volta si gioca in casa. Protagonista per il terzo appuntamento la Compagnia dei Ragazzi di “Casa Babylon Teatro”: Venerdì 6 febbraio, alle 20:45, all’Auditorium S. Alfonso in Pagani, in scena “Non vi accorgerete di nulla”. Lo spettacolo, nato da un’idea di Nicolantonio Napoli che ne è anche regista, vedrà in scena i giovani attori di casa. A Christian Campitiello, Filomena Cercola, Francesco Citarella, Claudio Fronza (anche aiuto regista), Vincenzo Insegnante, Gabriella Palma, Ludovica Pepe, Caterina Sabatino il compito di conquistare il pubblico. Il coordinamento è affidato a Maria Camilla Falcone; luci e suoni Enzo Civale; fotografia Giuseppe Albano. La messa in scena come sempre sarà preceduta dall’AperiSpettacolo, alle 20:30, a cura di Ritratti di territorio. Partner d’eccellenza, come sempre “Pepe Mastro Dolciere” e “Famiglia Pagano 1968”.

Lo spettacolo

Non vi accorgerete di nulla” è uno sguardo in dissonanza, candido e adolescente, perché costretto dentro un mondo complesso, dove i nostri ideali non corrispondono ai nostri comportamenti e sono in conflitto con le nostre convinzioni. Siamo osservatori distanti di atrocità violenze ingiustizie sopraffazioni e la nostra partecipazione attiva ed emotiva spesso risulta essere desolatamente sterile e infeconda.Perché se una cosa non ci tocca la pelle viva, se non ci coinvolge direttamente, alla fine ci scivola addosso. Possiamo provare pietà, tenerezza, pena ma non basta. Noi non siamo in carcere, non siamo migranti, non sappiamo niente dell’orrore dei macelli e la bistecca che mangiamo non ci ricorda dell’animale che era – ed è buona. I nostri bambini non muoiono di fame o sotto le bombe, sono al sicuro a casa. Allora se non protesteremo se non cercheremo di fermare l’ingiustizia e chi la commette, se sapremo riconoscere l’ingiustizia solo quando colpiti direttamente, un giorno potremmo anche noi sperimentare l’ingiustizia vivendola sulla nostra pelle e non ci sarà nessuno a stare dalla nostra parte.Se non ci importerà di quello che non ci riguarda direttamente, se saremo indifferenti a quanto avviene distante da noi – empaticamente saremo partecipi – ma a lungo andare non ci accorgeremo di nulla.