Il comune di Pagani ha recentemente provveduto alla pubblicazione della lista – aggiornata settimanalmente – degli assegnatari dei loculi cimiteriali, specificandone la pubblicazione in Albo Pretorio e affiggendo la stessa nella bacheca posta al piano terra di Palazzo San Carlo.
Ulteriormente, alcuni consiglieri comunali hanno condiviso le immagini dei nominativi degli assegnatari sui loro profili social e sui gruppi dedicati a Pagani.
“Tutto ciò potrebbe costituire una grave violazione della privacy” – spiega l’ex assessore e avvocato Cristiano Marrazzo. “I soggetti pubblici possono diffondere dati personali solo se ciò è ammesso da una specifica disposizione di legge o di regolamento e, altresì, occorre far riferimento in ogni caso al principio di pertinenza – continua Marrazzo – “il GDPR prevede che gli enti pubblici, fra i quali rientrano anche i Comuni, possano trattare in maniera lecita dati personali soltanto se tale trattamento è necessario per adempiere a un obbligo legale cui è soggetto l’Ente oppure per eseguire compiti di interesse pubblico o connessi all’esercizio di pubblici poteri di cui è investito l’Ente. Inoltre, anche nei casi in cui la pubblicazione dei dati sia ammessa, l’ente pubblico deve comunque rispettare tutti i principi in materia di protezione dei dati personali come quello di liceità, correttezza e trasparenza del trattamento nonché quello di minimizzazione dei dati, secondo cui i dati che vengono pubblicati devono essere comunque leciti, corretti e trasparenti nonché devono essere pertinenti e limitati al minimo necessario, rispetto alle finalità che si vogliono raggiungere con la loro pubblicazione”.
“Ho quindi chiesto, sfruttando il social se gli utenti assegnatari dei loculi abbiano o meno autorizzato l’Ente a divulgare i propri nomi su Facebook e qualora autorizzati, chi fosse il responsabile del trattamento dei dati – conclude l’avvocato – attendiamo le risposte da chi di competenza”.
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