Non è ancora chiusa l’indagine sulla morte di Carmine Russo, il 33enne di Pagani morto il 2 maggio scorso, all’ospedale di Nocera Inferiore. Il gip del tribunale di Nocera Inferiore ha infatti disposto nuove indagini, con comunicazione alla procura, su due medici del reparto di malattie infettive. Altri due, invece, sono già davanti al gip in quanto destinatari di una richiesta di rinvio a giudizio. Sui 12 medici indagati, 8 le posizioni archiviate dalla procura e accolte dal giudice per l’indagine preliminare. Nel mirino ci sono quelli del reparto malattie infettive, colpevoli di aver trascurato il paziente per almeno 3 ore, disteso sulla barella, prima di trasferirlo in Rianimazione. Una circostanza verificatasi per caso, con un medico di passaggio che notò Carmine Russo su di una barella, con solo l’ossigeno. L’uomo era giunto in ospedale il giorno prima, in tarda notte, con febbre alta e dolore ai piedi e alle mani. La tachipirina prescrittagli dalla guardia medica non sortì effetto. La causa della morte fu una sepsi, sopraggiunta durante la notte. L’uomo era sposato, con figli piccoli.

