Morì mentre stava montando uno striscione pubblicitario: cadendo dal cestello della gru nel quale si trovava, fu colpito dalla parte posteriore di un camion, che non gli lasciò scampo. Per la morte del 26enne di San Marzano sul Sarno, Fabio Celentano, sono due le persone che rischiano ora un processo per omicidio colposo. I fatti si consumarono a Pagani, in via Fontana, il 29 settembre 2014. La procura di Nocera Inferiore ha da tempo chiesto il rinvio a giudizio di due persone, in attesa dell’udienza preliminare davanti al gip il prossimo febbraio. Erano le 9.30 del mattino, quando Fabio si apprestava a legare le estremità di uno striscione pubblicitario a due pali di pubblica illuminazione. Si trovava in un cestello che faceva parte di un autocarro con gru. Il mezzo era manovrato da un altro dipendente della ditta, la stessa per la quale lavorava il giovane. A rischiare il processo è proprio il titolare della ditta, che secondo la procura, non si servì del coordinamento di almeno altri due dipendenti, che avrebbero dovuto segnalare il pericolo agli automobilisti, facendo defluire il traffico a passo d’uomo e a senso unico alternato. Questo a causa della presenza del mezzo lungo la strada.
Dopo poco, lungo quella via transitò proprio un autocarro che non si accorse che la visuale – in altezza – era ostruita parzialmente dal braccio della gru. Il mezzo finì per colpirla sulla parte superiore, facendo staccare il carrello al cui interno vi era Celentano che, cadendo sulla strada, fu colpito dalla parte anteriore dell’autocarro. Morì praticamente sul colpo. Per i due indagati vi è ora la stessa accusa, quella di omicidio colposo, contestazione a sua volta maturata per circostanze diverse. A febbraio sarà il gip a decidere per un eventuale rinvio a giudizio

